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Il migliore abbraccio all’Umberto è far passare l’autonomia

L’intesa scatena l’ira funesta dei parlamentari e dei ministri grillini. Se Di Maio non vuole, esci dal governo, Matteo

16 Febbraio 2019 alle 06:00

Il migliore abbraccio all’Umberto è far passare l’autonomia

Umberto Bossi (foto LaPresse)

“Mai mulà” è l’urlo di battaglia del popolo leghista. Nato a Pontida anni fa, ha una duplice funzione: è un segno di identità e di orgoglio popolare (e populista) ed esprime anche tutta l’energia dell’abbraccio affettuoso dei militanti leghisti nei confronti di chi li ha guidati e li guida in battaglia. In questi giorni il “mai mulà” è tornato di grande attualità tra i leghisti per due fatti molto diversi, ma in qualche modo collegati tra di loro: l’avvio del percorso romano sull’autonomia, che si rivela piuttosto accidentato, e il malore improvviso che ha colpito Umberto Bossi (padre putativo dell’autonomia) con un ricovero d’urgenza in ospedale. Ora come allora ti sono vicino, Umberto, da fratello a fratello, e ti abbraccio con affetto: MAI MULÀ.

   

Bossi, si sa, non ama molto la nuova Lega salviniana, che ha tolto dal simbolo la parola NORD. Ma da leghista vero continua a lottare per la causa, quel federalismo compiuto che partirebbe proprio con l’autonomia differenziata di cui si discute oggi. Sarà un caso, ma nello stesso giorno del malore di Bossi il suo successore Salvini porta in Consiglio dei ministri l’intesa sull’autonomia rafforzata del lombardo-veneto. O meglio, tenta di portare, perché sull’autonomia si scatena l’ira funesta dei ministri grillini (che la osteggiano) e dei parlamentari M5S (che studiano un’imboscata). Caro Matteo, non farti fregare: SE DI MAIO DICE “NO” ALL’AUTONOMIA ESCI DAL GOVERNO. E’ un atto dovuto al grande Umberto e alla nostra Storia. Stay tuned.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    16 Febbraio 2019 - 12:12

    Con tutto il rispetto per Bossi, al quale auguro pronta guarigione, la questione dell'autonomia non deve passare. L'Italia è una e le regioni semmai hanno accelerato la crisi con lo sperpero di danaro. Roberto Maroni cerca di coltivare l'orticello dell'autonomia , ma semmai bisognerebbe ritornare al referendum renziano sulla modica del Titolo V, una delle cose giuste che conteneva , compresa quella delle abolizione delle province, Cnel e così via. Del resto la ricerca della devoltion ha addossato il centrodestra e Maroni dovrebbe ricordarlo. L'Italia è una : gli statarelli sono stati cancellati con tre guerre d'Indipendenza

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  • manfredik

    16 Febbraio 2019 - 07:07

    "Tale problema ha ripercussioni su tutta la nostra politica ... e costituisce il banco di prova delle amicizie". Presidente Maroni, queste sono le parole di Giuseppe Pella, Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1953, alle quali seguì l'invio di truppe attorno a Trieste. Pella era di Vercelli, fino a quel momento era sembrato a tutti che fosse solo un ragiunatt. E invece...guardati dall'ira dei ragiunatt del Nord

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