(Foto LaPresse)

Alla ricerca della felicità

Roberto Maroni

Filippo Mazzei, un genio italiano sconosciuto ai più. Uno dei padri della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti e nemico della "decrescita infelice"

 

Oggi parlo di un genio italiano sconosciuto ai più: Filippo Mazzei. Nato in Toscana nel 1730, visse una vita avventurosa e movimentata. Medico e filosofo, ma soprattutto uomo felice. Viaggiò molto e divenne amico di cinque presidenti degli Stati Uniti: George Washington, John Adams, James Madison, James Monroe e soprattutto Thomas Jefferson, di cui fu ispiratore e mentore. Partecipò alla guerra d’indipendenza americana ed è ritenuto dagli storici uno dei padri della Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti.

 

Perché parlo di Mazzei? Perché fu lui a scrivere uno dei princìpi più straordinari della Dichiarazione di indipendenza: “Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità”. La ricerca della felicità? Geniale. È l’aspirazione di tutti gli uomini. Tranne dei grillini: loro lavorano intensamente per la “decrescita infelice”. No Tap, No Tav, No tutto? No grazie! Voglio combattere chi nega il nostro “diritto alla ricerca della felicità”. Come? È ancora Mazzei che ci illumina: “Allo scopo di garantire questi diritti sono creati fra gli uomini i Governi; ogni qual volta un Governo tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo e creare un nuovo governo, che possa apportare Sicurezza e Felicità”. Viva Filippo Mazzei, viva la felicità. Stay tuned.