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Esproprio proletario sulle pensioni

La proposta di legge presentata da Lega e M5s sulla riforma del sistema pensionistico rischia di essere un salasso per il nord produttivo. Evitiamo un bis del decreto dignità

17 Agosto 2018 alle 06:00

Esproprio proletario

Il capogruppo della Lega a Montecitorio, Riccardo Molinari. Foto LaPresse

Ho fatto un salto sulla sedia, l’altro ieri, quando ho letto questa dichiarazione: “Correggeremo la norma, no a espropri proletari”. Espropri proletari? Siamo tornati agli anni Settanta? E’ rinato il Partito comunista, quello vero, quello capace di fare opposizione? No, per fortuna o purtroppo. La dichiarazione era di Riccardo Molinari, giovane capogruppo della Lega a Montecitorio, e non c’entrava nulla con la dialettica che infiammò la lotta politica dei miei anni giovanili. Molinari si riferiva alla proposta di legge presentata pochi giorni prima da Lega e M5s sulla riforma del sistema pensionistico. Sistema pensionistico che vuol dire, per la Lega, abolire la legge Fornero: “Questa legge – sono le sacrosante parole di Matteo Salvini – ha rubato il sogno a milioni di sessantenni che avevano già in mente di fare i nonni, di girare e di spendere”. Ma la proposta di legge gialloverde va nella direzione opposta, con una forte penalizzazione dei lavoratori precoci, quelli delle fabbriche del nord.

  

Non è un esproprio proletario, ma è anche peggio: è un nuovo salasso al nord produttivo per finanziare il solito becero assistenzialismo di matrice clientelare. Ma perché allora questa legge assurda? La Lega è impazzita? No, la voce che gira in Transatlantico è che la proposta iniziale, molto diversa, sarebbe stata manomessa da una manina grillina. Coraggio allora, cara Lega, evitiamo lo scempio di un bis del decreto dignità. “Il nord è vivo e lotta insieme a noi” (mi è venuto spontaneo…). Stay tuned.

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Commenti all'articolo

  • robyv73

    17 Agosto 2018 - 14:02

    Da come stanno andando le cose direi che il nord è stato l'utile idiota sfruttato da Salvini per arrivare al governo.

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  • Giovanni Attinà

    17 Agosto 2018 - 12:12

    Maroni ripete sempre l'errore di pensare al Nord produttivo, ma la questione interessa tutta l'Italia. E poi sarebbe bene dimenticare gli slogan del Nord produttivo e il Centro e il Sud parassitari.

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