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Il nord vuole l’autonomia vera

Caro Zaia fai in fretta prima che Casaleggio & C. riescano a realizzare il proposito enunciato sui giornali: classificare il parlamento come ente inutile e procedere al suo scioglimento

2 Agosto 2018 alle 06:12

Il nord vuole l’autonomia vera

Foto LaPresse

Oggi parlo del mio amico Luca Zaia. Ottimo governatore del Veneto, è uno che sa come si governa. E come si vive. E sa che un governo politicamente “affine” non sempre è un governo politicamente “amico”. Ci sta, è il bello della democrazia. Per questo Zaia ha lanciato nei giorni scorsi un grido d’allarme sul rischio che Roma freni su quella che per lui è “la madre di tutte le battaglie”: la richiesta di autonomia del Veneto fatta con il referendum dello scorso 22 ottobre.

 

In effetti dopo il pre-accordo da noi firmato con il governo Gentiloni lo scorso febbraio non ci sono state novità. Il governatore del Veneto teme che qualcuno voglia derubricare il tema autonomia da “arriva la rivoluzione federalista” ad “accontentati di poche briciole”. Dice Zaia al governo: attenzione, non ci accontenteremo di intese al ribasso. Hai ragione Luca, vietato accontentarsi: serve un’iniziativa forte e chiara, d’intesa con il governatore della Lombardia Attilio Fontana. Anche perché sull’autonomia, oltre al governo, c’è di mezzo pure il parlamento, che deve approvare l’intesa che dà attuazione all’articolo 116 della Costituzione. Tra i grillini il tema dell’autonomia (che alle regioni del nord porterebbe grandi vantaggi fiscali) non suscita grande eccitazione. Capisco, ma non mi adeguo. Suggerisco quindi a Luca di fare presto, prima che Casaleggio & C. riescano a realizzare il proposito enunciato sui giornali: classificare il parlamento come ente inutile e procedere al suo scioglimento. Stay tuned.

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Commenti all'articolo

  • imentori@ophiere.it

    imentori

    02 Agosto 2018 - 11:11

    Altro commento piddino. Sostengo da tempo con gran successo presso i miei follower renziani che è tempo di occupare il campo autonomista lasciato sguarnito da Salvini. La battaglia catalana ci piace, sei sei socialista "autoderminazione dei popoli" intanto. Proprio per questo nel progetto di risanamento strutturale del paese dovrebbero trovare un ruolo preminente coloro che nella Lega non hanno abbandonato la consapevolezza che le due Italie necessitano di politiche diverse e non conciliabili. Sarebbe una gran cosa se anche i "maroniani" convergessero con il popolarismo di Forza Italia nel nuovo soggetto politico che la base renziana del Pd sta aspettando.

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