Il centrodestra è morto, viva il centrodestra

Roberto Maroni

Bisogna tenere insieme le varie anime, vincere e garantire un governo autorevole ed efficiente, con un programma condiviso e una maggioranza stabile e omogenea

Non c’è che dire, ogni volta che qualcuno pensa di metterlo da parte lui ritorna in scena da protagonista e spariglia i giochi in un nanosecondo. Eh già, Silvio Berlusconi è davvero immortale, almeno in politica. La decisione della Lega di rompere l’alleanza di centrodestra per fare il governo con i grillini sembrava aprire le porte alla Terza Repubblica, con il forzato pensionamento del Cavaliere. Pare che non sia così. Pare che il nuovo governo faccia molta fatica a quagliare. Pare che la prospettiva di andare al voto presto con una nuova legge elettorale (come io auspico da tempo) stia di nuovo tornando d’attualità. Spero che (conseguentemente) possa riprendere vigore l’idea di tornare a tessere la trama di un centrodestra unitario, capace di tenere insieme le varie anime, in grado di vincere e di garantire un governo autorevole ed efficiente, con un programma condiviso ed una maggioranza stabile ed omogenea. Ho vissuto tutte le stagioni del centrodestra inventato da Berlusconi e rivendico il suo buon governo, che ha collezionato successi importanti, dalla lotta alla mafia al contrasto all’immigrazione clandestina, dalla legge Sirchia contro il fumo alla legge Biagi che ha modernizzato il nostro inefficiente mercato del lavoro. Capisco l’attrazione fatale di un futuro che chiama leader giovani a scrivere le sue pagine, ma la rottamazione a prescindere (Renzi docet) non funziona mai. E allora forza, questa è la partita da riaprire: il centrodestra unito, edizione 4.0. Stay tuned