Una fogliata di libri

Day

Gaia Montanaro

La recensione del libro di Michael Cunningham edito da La nave di Teseo (318 pp., 22 euro)

"È il momento di abbandonare una vita di aspettative ragionevoli. È il momento di essere più interessante per sé stesso. È il momento di trovarsi il proprio Wolfe”. È in un afflato di dinamismo propositivo che uno dei tre personaggi cardine di questa storia, Robbie, sembra intuire l’importanza di provare a prendere in mano la propria vita e tentare un cambiamento. L’uomo, insegnante di scuola media abbastanza frustrato, vive nella soffitta newyorchese di sua sorella Isabel che abita al piano di sotto insieme al marito Dan e ai due figli Nathan e Violet. Lei photo editor priva di slanci e ormai assopita in una vita che non le appartiene da tempo, lui, ex rockettaro ed ex tossico, fa ora il padre borghese che si occupa dei figli e coltiva velleità musicali. Il collante tra la coppia, se di collante si può parlare, è proprio Robbie, adorato fratello per Isabel, cognato omosessuale per cui esiste un’evidente preferenza da parte di Dan. La storia di questa famiglia allargata, e soprattutto delle dinamiche che li coinvolgono, è fotografata in tre momenti – tre giorni – a distanza di un anno l’uno dall’altro. Il 5 aprile del 2019, 2020 e 2021 (come si confà ai rassicuranti tre atti, teatrali o filmici che siano). Ovvero prima, durante e dopo la pandemia. Robbie è costretto a lasciare la mansarda della sorella per far posto a suo nipote e si sposterà, poco prima del lockdown, in Islanda, dove rimarrà giocoforza bloccato. Insieme a lui, nel senso virtuale del termine, ci sarà Wolfe, fidanzato immaginario di cui ha creato un profilo Instagram e che corrisponde alla sua immagine di ragazzo perfetto. E’ tutto un dondolio tra ciò che si immagina e ciò che è la vicenda di Isabel, Dan e Robbie. Tutto un prendere coscienza, in modo sempre più violento e desolante, che la realtà appare misera e tremendamente imperfetta. Si scava sotto la superficie temendo, molto spesso a ragione, che sotto non ci sia niente. Non sia rimasto nulla da salvare. Così, quando la realtà diventa troppo opprimente e ingestibile, si cerca di cambiarla e fuggirla. Ma questo senso di non appagamento non crea mai un’alternativa concreta, un’intuizione di dove ci possa essere una speranza di ripartenza. I personaggi di Cunningham, abilmente tratteggiati e vero fulcro di questo romanzo fatto di esseri umani in carne e ossa, è quella di personalità in gabbia che dialogano fino allo sfinimento senza trovare una via di fuga. E’ un racconto delle difficoltà e dello smarrimento del presente – almeno di una certa parte di mondo. Di come a volte sembri non rimanere altro che una vita pensata. 

Michael Cunningham
Day
La nave di Teseo, 318 pp., 22 euro

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