Heimat

Francesco Musolino

Recensione del libro di Nora Krug edito da Einaudi (288 pp, 19 euro)

Eletta miglior graphic novel 2018 da New York Times e Guardian, Heimat è giunto nelle librerie italiane riproponendo, anche qui, un dilemma non nuovo: sulle nuove generazioni tedesche peserà per sempre la colpa dei crimini commessi dalla follia nazista? Come facciamo a fare i conti con il nostro passato se di mezzo c’è l’Olocausto e l’adesione al folle progetto sanguinario del Terzo Reich? Un tema assai complesso che l’autrice tedesco-americana Nora Krug affronta di petto, intraprendendo una ricerca per comprendere e appurare, senza alcun giro di parole, che ruolo avesse la propria famiglia negli anni bui della Germania hitleriana. Setacciando archivi, disegnando alberi genealogici, scovando cimeli e rievocando decine di aneddoti, Nora Krug si immerge come un palombaro in una zona buia della propria storia di famiglia fra lettere e mappe, in una narrazione ricchissima di particolari – e fughe laterali – per cogliere il dilemma delle generazioni future alla follia nazista. Cosa resta dopo la fine della dittatura? Ovvero “come fai a capire chi sei, se non capisci da dove vieni?”. Heimat – che tradotto in italiano suona come “casa” o “piccola patria” – è anche il diario di un emigrato nostalgico che si apre con la storia di una marca di cerotti ben nota e si conclude con quella di una resina adesiva sintetica; sono entrambi prodotti made in Germany e proprio come accade per Hugo Boss – che disegnò le divise naziste – o le auto Volkswagen, Nora Krug dimostra con semplicità il fatto che oggi non possiamo permetterci di assolvere o condannare tout court la Germania per l’adesione al nazismo. Le colpe del passato restano e vanno affrontate – giudicate e condannate – ma fra queste pagine ciò che colpisce è la forza di uno sguardo che giunge dall’altra parte dell’oceano, una narratrice capace di far affiorare una nostalgia che non ha requie, interrogandosi sul senso di colpa collettivo, indagando la vita quotidiana dei suoi nonni e dei suoi zii. Di colpo, Nora Krug comprende che le hanno sempre raccontato una storia diversa, una verità camuffata, edulcorata. Heimat è il racconto di cosa accade quando in seno a una famiglia le bugie vengono scoperte e nessuno può davvero dirsi salvo, immune dalle colpe di una generazione affascinata dall’odio nazista. Per questo motivo Heimat è una lettura importante, colma un vuoto storico, scansando il pericolo della retorica che ci ammorba sui social network, ricostruendo anni bui e le ricadute sulla Germania odierna fra sommersi e salvati.

Leggendo questa graphic novel capiamo che dovremmo semplicemente avere il coraggio di ammettere che il più delle volte passiamo tutta la vita a fare i conti con il nostro passato e le nostre radici familiari. E in fin dei conti, forse ciò che conta, non è il risultato finale quanto il viaggio compiuto, l’intento esplicito di fare la pace con le ombre, per poter guardare ancora con fiducia verso l’avvenire con la coscienza un poco più leggera. 

 

Heimat
Nora Krug
Einaudi, 288 pp., 19 euro

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