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A X factor si procede a tarallucci e vino e ologrammi di Gianna Nannini

Gli italiani provano ancora a mandare a casa Giordana ma niente, la giuria dell’élite la salva. Cavallaro se ne sta tra le cipolline e il Sulcis, Ayane inchioda i Sierra, e noi veniamo liberati dalle facce torve dei Seawards

15 Novembre 2019 alle 09:17

Tutto dovrebbe cominciare con una canzone di Gianna Nannini. Le giornate, l’Europa, i viaggi, un amore, le cene, le docce, i film stranieri, i live di X-Factor. Ieri è quasi successo, lei ha quasi aperto il quarto live e lo ha fatto stando a Berlino, però sul palco di Milano. Proprio così. È stata la prima performance olografica d’Europa, una cosa che tutti abbiamo visto e vediamo fare anche a nostra madre, le volte che siamo all’estero e ci scordiamo di richiamarla. Super Gianna, oggi esce anche il suo nuovo disco, e noi l’ascolteremo bevendo gin tonic con le amiche o, come consiglia Lilli Gruber, con dei maschi di buona volontà.

  

Giordana è arrivata poco dopo, e non era un ologramma, il costumista ci teneva che fosse chiaro e quindi l’ha vestita da Xena Principessa guerriera. Stava un amore. E qui finisce quello che si può dire, perché su di lei abbiamo scritto tanto, procurandoci molto astio e certune accuse di invidia penis che neanche Silvio Berlusconi nel 1994 ai comunisti, quindi molliamo l’osso e accettiamo che i giudici e il sistema e i ragazzi dell’Europa, ieri, abbiano voluto salvarla dopo che gli italiani l’avevano spedita per l’ennesima volta al ballottaggio; la forza per indignarci contro la giura dell’élite la mettiamo da parte per Sanremo, e scusate la priorità. Buona fortuna, Giordana, aspetteremo sempre che tu faccia qualcosa senza strillare, e se capiterà ti elogeremo tantissimo, promesso, altrimenti niente, basta, per noi finisce qui, teniamo cara la pelle e ancora più caro ci è quest’ermo umore.

 

 

A venire buttati fuori per tenere dentro la sopracitata sono stati e Seawards, che hanno imbarcato acqua dal secondo live in poi, e che peccato, e chissà come mai, e se anche la loro è stata sfortuna (hanno fatto tutto sempre in peggio, tranne il cavallo di battaglia, quando erano già fritti perché nessuno mette Giordana in un angolo, Marlena torna a casa ma LEI NO). È sempre terrificante come un divorzio inaspettato, quando una band ci delude e ci fa uscire di bocca quella orripilante parola da critici musicali che è “sopravvalutati” e tuttavia forse nel loro caso è appropriata, visto anche la faccia da donna che paga il 70 per cento di Iva sui tampax che veniva alla cantante tutte le volte che le si faceva una critica.

 

A proposito di ragazze permalose, diciamo un paio di cose su Ayane. Primo, anche ieri indossava un abito personalità altrui (la personalità, nello specifico, era quella di Asia Argento). Secondo, se pure ha litigato con Mara Maionchi avendo torto, ha tutto il nostro amore per aver chiesto con molto ipocrita e sintomatico candore cosa diavolo significasse un insignificante verso dell’interamente insignificante, insensato rap che i Sierra, gli Omega 3 di Samuel, hanno appiccicato sopra “Snow” dei Red Hot Chili Peppers. Sui Sierra sventola bandiera bianca, come pure sulla sopracitata arpista incompresa in quanto invidiata. Hanno rappato un “Portami via dall’estetica” laddove un tempo Anthony Kiedis cantava “Where it’s so white as asnow”, avendo peraltro alle spalle lo stemma di Montesacro (Roma, Terzo municipio, Christian Raimo assessore alla cultura – venga a prenderseli, per favore!).

 

S’è sfiorata la rissa in giuria quando s’è dovuto esprimere parere su Nicola Cavallaro, un altro che avevamo un po’ sopravvalutato, accecate dalla sua bellezza molto eterosessuale, che tuttavia lui s’è impegnato a prendere a badilate di volta in volta, raggiungendo ieri l’acme, quando ci ha regalato una sequenza di Grande Fratello, commuovendosi e balbettando “Cipollina mia” mentre guardava un videomessagio della sua fidanzata (Nicola, ma sei fidanzato, ma perché, ma quando intendevi dircelo?). Ha cantato “90 minuti” di Salmo, in modo molto più inadeguato di quanto avrebbe potuto, probabilmente perché ha creduto davvero nella fesseria che ha detto quando ha provato a giustificarsi davanti ai giudici (tutti tranne Maionchi, sua tutor) che facevano di no con la testa. Ovvero: “Ho fatto questo pezzo non per superare Salmo ma per omaggiarlo, perché anche io vengo dal sud e la vita mi ha preso a calci in culo”. Davvero? Quindi che cosa intendi fare, Nicola, per imparare il mestiere tuo? Andare a lavorare un anno e mezzo nelle miniere del Sulcis? Vai, dai, t’aspettiamo ascoltando Salmo un altro milione di volte (quant’è bravo, e che pezzo incredibile è “90 minuti”).

 

Premio magnificenza a Sofia e ai Booda, a pari merito. Sofia sa fare molto, però Sfera sbaglia quando le dice “ricordati che puoi fare tutto”, perché nessuno può e, soprattutto, nessuno dovrebbe.

 

I Booda presto verranno accusati di fare sempre le stesse cose, e infatti Samuel ha già annunciato che sorprenderanno tutti con qualcosa di completamente diverso. Come i Monty Python.

Simonetta Sciandivasci

Nata a Tricarico nel 1985 e cresciuta tra Matera e Ferrandina, ora vive a Roma, senza patente. Libri, uno: La Domenica Lasciami Sola (Baldini&Castoldi, 2014). Scrive su Il Foglio, Linkiesta, Rolling Stone, La Verità. È redattrice di Nuovi Argomenti.
Tanto vale vivere.

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