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La sfida della trasparenza al tempo dei Big Data. Parla Stephens-Davidowitz

Nell’era degli algoritmi ogni nostra azione in rete viene tracciata e analizzata. Google e i social network potrebbero, in qualunque momento, dirci chi siamo veramente. Intervista all'ex data analyst di Google ed editorialista del Nyt

7 Luglio 2019 alle 06:00

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Quasi tutto quello che sappiamo sulle persone è sbagliato. Perché? Il motivo è semplice: le persone mentono. Lo fanno con amici, parenti, partner e datori di lavoro, mentono alle ricerche di mercato, ai sondaggi elettorali e al medico, sono pronti a mentire perfino a se stessi. C’è solo un luogo dove tutti si sentono completamente liberi, dove possono esprimere tutti i loro desideri, dove è possibile soddisfare ogni più strana e perversa curiosità: questo posto è Internet e il loro più fedele confidente si chiama Google.

   

Nell’era degli algoritmi ogni nostra azione in rete viene tracciata, registrata e analizzata. Google e i social network potrebbero, in qualunque momento, dirci chi siamo veramente. Illuminante, divertente, a volte scioccante, La macchina della verità. Come Google e i Big Data ci mostrano chi siamo veramente di Seth Stephens-Davidowitz, ex data analyst di Google ed editorialista del New York Times, mostra che non c’è niente al mondo che possa farci scoprire in maniera così profonda ogni sfumatura dell’animo umano come i Big Data.

Francesco Cocco

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