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il foglio sportivo

Che cosa raccontare ora che il virus ferma lo sport

Piero Vietti

Il nostro inserto totally unnecessary e le storie che pubblicheremo per farvi compagnia

Abbiamo dichiarato fin dal suo primo numero, nell’agosto di due anni fa, che il Foglio Sportivo non è un giornale sportivo. Intanto perché esce una volta alla settimana, ma soprattutto perché cerca di evitare di fare quello che altri già fanno molto meglio di noi, che sia la cronaca degli eventi o la pubblicazione dei risultati, passando per gossip e polemiche. È un inserto totally unnecessary che ha la fortuna di uscire insieme al giornale più bello del mondo. Adesso che lo sport mondiale ha deciso di fermarsi, dopo resistenze assurde fino all’ultimo da parte di alcuni e rinvii alla prossima settimana di decisioni che saranno inevitabili, come ha fatto l’Uefa, che cosa può fare un inserto come questo? Adesso che non si possono raccontare i protagonisti della domenica calcistica, fare sentire l’odore della terra rossa dei campi da tennis, descrivere le corse dei rugbisti verso la meta o le curve veloci delle nostre sciatrici; adesso che non si può indagare il momento della Ferrari, scherzare con O’Malley sulla superiorità morale della Premier League, scovare atleti semisconosciuti che vincono in sport che tanti snobbano; adesso che lo sport – diciamolo – non ha dato grande prova di sé, minimizzando come tanti l’allarme del coronavirus, faticando a fermarsi di fronte alla possibilità di un danno economico, il Foglio Sportivo cercherà di fare soprattutto due cose:

1) raccontare grandi storie sportive. Comincia oggi il grande romanzo a puntate del futbol colombiano. Lo ha scritto per noi Enrico Brizzi, sarà un viaggio lungo più di una quarantena tra letteratura, calcio, guerra civile, Mondiali, narcos e giocatori indimenticabili. Sempre oggi a pagina quattro trovate un’altra bellissima storia, scritta da Marco Pastonesi sugli anni di prigionia di Fausto Coppi durante la Seconda guerra mondiale raccontati da un suo compagno di sventura.

2) Cercheremo poi di dire la nostra su quello che succede – non viviamo fuori dalla realtà – legato all’emergenza dell’epidemia in corso, e di come questo cambia e cambierà gli eventi sportivi che erano previsti nelle prossime settimane. Per questo trovate oggi un lungo articolo sulla Formula 1 che cancella i primi Gran Premi dell’anno, un articolo sullo sport che si può fare in casa e le nostre rubriche storiche tagliate sul momento particolare che stiamo attraversando. E a proposito dei nostri rubrichisti, Mauro Berruto continuerà a dare ogni quindici giorni i suoi consigli di lettura nella rubrica “storie di storie”, ma già lo fa quotidianamente con brevi video sui social network che noi abbiamo raccolto e pubblichiamo sul sito del Foglio.

  

Il virus che sta colpendo il mondo ha iniziato a contagiare anche gli sportivi più famosi segnando un nuovo punto di non ritorno nella nostra percezione del rischio. Senza campionato, coppe, tornei di tennis, gare di sci, la quotidiana anormalità di questi giorni ci sembrerà ancora più normale. Grazie a Dio lo sport è anche storia, e ogni impresa più o meno famosa può essere scoperta di novità e bellezza. Abbiamo tanto da raccontare, per farci un po’ di compagnia in queste settimane di solitudine, spalti vuoti e fatica.

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  • Piero Vietti
  • Torinese, è al Foglio dal 2007. Prima di inventarsi e curare l’inserto settimanale sportivo ha scritto (e ancora scrive) un po’ di tutto e ha seguito lo sviluppo digitale del giornale. Parafrasando José Mourinho, pensa che chi sa solo di sport non sa niente di sport. Sposato, ha tre figli. Non ha scritto nemmeno un libro.