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It’s not coming home. Bastava guardare le facce dei croati per capire perché l’Inghilterra ha perso

I ragazzi allenati da Southgate erano arrivati a questa semifinale senza averlo mai potuto prevedere, ne sono usciti dopo aver fatto l’errore di credersi in finale

12 Luglio 2018 alle 01:33

It’s not coming home. Bastava guardare le facce dei croati per capire perché l’Inghilterra ha perso

Foto LaPresse

Il peso della storia, sicuramente. I ragazzi allenati da Southgate erano arrivati a questa semifinale senza averlo mai potuto prevedere, ne sono usciti dopo aver fatto l’errore di credersi in finale. Inesperti e giovani, bastava guardarli in faccia i nostri Leoni, e poi guardare le facce da vecchi, brutti e cattivi dei croati, per capire che nemmeno giocando altri dieci giorni, con gli avversari a terra per crampi, sarebbero riusciti a pareggiare. L’1-0 è arrivato inaspettato e benedetto come un giro gratis di birra al pub, troppo distante però il fischio finale per potersi credere al sicuro. L’Inghilterra ha fatto l’errore già fatto con la Colombia agli ottavi, ha pensato che difendersi e ripartire fosse una buona idea. La Croazia non è squadra sudamericana, però, non cazzeggia né crolla sul più bello. Non è bastato il commovente Trippier, e forse Harry Kane sognerà per mesi quel palo colpita da venti centimetri (non era fuorigioco, il Var lo avrebbe convalidato, staremmo commentando un’altra partita e la mia sbronza non sarebbe così triste). Tanti avevano scritto che comunque fosse finita questa Inghilterra è destinata a tornare ad essere una delle grandi favorite a Mondiali ed Europei. È probabilmente vero, ma oggi non me ne frega niente. Il calcio è da sempre impastato di illusione e lacrime, e la fottuta illusione ci ha cullati per giorni, fino alle lacrime della semifinale. Ci direte che ci abbiamo creduto troppo, che abbiamo esagerato con gli “it’s coming home”, che tutto quell’entusiasmo non poteva che essere punito. Ma chissenefrega, abbiamo riassaporato il gusto dell’impresa sfiorata, battuti da una squadra che avremmo potuto battere ma che in una semifinale girata così non avrebbe potuto perdere. Il giorno in cui Rashford avrà la stessa faccia di Mandzukic vinceremo il Mondiale. Nel frattempo non vediamo l’ora di ricominciare a cantare “it’s coming home”, con i calici di birra alzati verso il cielo. O il soffitto del pub, che è lo stesso.

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Commenti all'articolo

  • p.ascari

    12 Luglio 2018 - 10:10

    E' vero che il calcio riserva grandi delusioni e soddisfazioni. L'Inghilterra della premier League sulla gloria della quale il titolare di questa rubrica di rompe gli zebedei da anni, buttata fuori dai due centravanti di Inter e Juve (primo godimento), giocando all'italiana, secondo lo schema golletto, contropiede e marcatura ad uomo, ma non riuscendoci (secondo godimento), e con un giocatore, tale Kane, celebrato come un novello messia, (naturalmente in attesa di poterlo valutare 500 miliardi di sesterzi, ma anche 600, va) sopravvalutato più di Verratti, per poi rendersi conto che è sul livello di Belotti. (terzo godimento). Ah, poi leggere la stampa inglese di oggi, piena di lacrime, facce stravolte e disperate, gente con la testa fra le mani, che manco fosse Dunquerque, e scoprire che Tuttosport è al confronto un giornale autorevole. Buona sbronza.

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  • Carletto48

    12 Luglio 2018 - 10:10

    Sarò retorico, ma a me è sembrato che abbia vinto una squadra con una forte identità nazionale e culturale contro un coacervo di nazionalità migranti e multiculturali. E poi, e non si può dire, la Croazia è una delle poche squadre nazionali formata tutta da uomini bianchi. E cattivi, come vorrebbe il politicamente corretto. Alla finale arriveranno stanchi e la Francia ascara e sparagnina ne sarà di gran lunga avantaggiata. Ma non è detta l'ultima parola.

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  • furlaninterfan

    12 Luglio 2018 - 08:08

    Entusiasmo non giustificato. Parecchi giocatori inglesi sembrano adatti a partite scapoli-ammogliati (quasi tutti sembrano avere la pancetta). Quei due o tre più dotati (Kane, Trippier) hanno perso smalto nella confusione generale. Hanno 'dominato' il primo tempo solo perchè i croati erano appannati dalla fatica come dimostrano i numerosi errori nei passaggi più semplici. Modric e Rakitic hanno camminato sulle ginocchia per tutta la partita. Sciolta la rigigezza muscolare iniziale i croati, seppure in nove, non hanno dato scampo ad una squadra inglese senza capo ne coda. La Francia vincerà grazie alla buona difesa e all'affaticamento della Croazia. Iginio Petrussa

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  • carlo schieppati

    12 Luglio 2018 - 07:07

    E così la perfida Albione è fuori dalle palle! Un consiglio da noi sovranisti della Padania: per consolarvi questa settimana passate dalla birra alla croatina (o bonarda, o gutturnio). E non fate stupidate quali spargere agenti nervini dei quali avete uno stock consistente vicino a Salisbury. Il calcio è fatto così, non sempre vince il migliore. E questa volta ha vinto Putin. Mai dire May!

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