Perché Putin se la prende con gli Stati Uniti sullo scandalo della Fifa

Secondo il presidente russo gli arresti per corruzione a carico dei vertici della federazione calcistica sono una manovra di Washington per togliere i Mondiali del 2018 a Mosca. In ballo ci sono gli accordi tra Gazprom e Blatter e gli sponsor che ora cominciano a ritirarsi.

28 Maggio 2015 alle 18:48

Perché Putin se la prende con gli Stati Uniti sullo scandalo della Fifa

Vladimir Putin e Joseph Blatter siedono vicini al Maracanà di Rio de Janeiro durante Germania-Argentina, al Mondiale del 2014 (foto LaPresse)

Giovedì il presidente russo Vladimir Putin ha accusato gli Stati Uniti di ingerenza nelle indagini su un presunto giro di corruzione che riguarda la Fifa, la federazione calcistica internazionale. Secondo il presidente russo, gli americani vogliono usare gli arresti compiuti in Svizzera come pretesto per ritirare alla Russia lo stato di paese ospitante dei Mondiali del 2018.

 

Putin basa i suoi sospetti sul fatto che dei funzionari degli Stati Uniti abbiano richiesto e ottenuto l'autorizzazione ad arrestare cittadini che non sono di nazionalità americana, peraltro al di fuori del proprio paese.

 

A ben vedere, solo sette persone sono state fermate mercoledì a Zurigo (e sono ora in attesa di estradizione) delle quattordici totali coinvolte dall'ordinanza di cattura effettuata dall'Fbi. Di questi, due sono cittadini americani; anche le banche attraverso cui è transitata buona parte del denaro usato per corrompere altri funzionari sono basate negli Stati Uniti. Per questi motivi, l'Fbi ha rivendicato la sua giurisdizione e ha potuto eseguire gli arresti in Svizzera, in collaborazione con la polizia di Zurigo.

 

Le indagini che hanno portato agli arresti sono due, una americana e un'altra svizzera, e si sono sviluppate in modo parallelo. Quella condotta dagli Stati Uniti, come ha chiarito mercoledì in conferenza stampa il procuratore generale Loretta Lynch, si concentra su un sistema rodato di tangenti durato per ben 24 anni e che ha portato a un ammontare di 150 milioni di dollari in tangenti scambiate tra funzionari della Fifa. Quella svizzera, invece, si focalizza sul riciclaggio di denaro sporco generato - dicono gli inquirenti - nell'ambito della decisione di affidare i Mondiali del 2018 e del 2022 rispettivamente a Russia e Qatar. La cooperazione tra Washington e Zurigo nelle indagini ha anche vissuto momenti di difficoltà per via del segreto bancario assicurato dalle banche svizzere. Dal 2013, però, le cose sono cambiate e diversi istituti di credito del paese hanno acconsentito a rivelare agli inquirenti americani l'identità dei loro clienti statunitensi.

 

Putin però insiste nel dire che il caso ricorda molto quello di Julian Assange e Edward Snowden: "La nostra controparte americana, sfortunatamente, sta usando gli stessi metodi per raggiungere i suoi obiettivi e per perseguitare illegalmente delle persone", ha detto il capo del Cremlino. "Non ho dubbi che questo sia un altro tentativo di impedire la rielezione di Blatter alla presidenza della Fifa. Sappiamo delle pressioni cui è stato sottoposto nel processo che ha portato all'assegnazione dei Mondiali del 2018 alla Russia".

 

[**Video_box_2**]Di certo, le indagini per Mosca potrebbero avere pesanti conseguenze economiche. All'indomani degli arresti, tre dei principali sponsor della manifestazione del 2018, Castrol, Continental e Johnson&Johnson, hanno ritirato il proprio sostegno. Tra le grandi multinazionali che hanno investito nella competizione c'è anche Gazprom, vicina a Vladimir Putin, e che aveva siglato nel 2013, proprio con Blatter presidente, un contratto di sponsorizzazione della durata di quattro anni.

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