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Le identità in tempi di pandemia

Il sole, i balconi, il coprifuoco, i popoli a cuccia. I caratteri svelati dal virus

17 Marzo 2020 alle 06:09

Le identità in tempi di pandemia

foto LaPresse

Degli estremi della civilizzazione fa parte la paura intesa come cura, protezione, solidarietà, e nelle civilizzazioni più radicate i vecchi cominciano a essere tantini, il de senectute passa sulla scala diagrammatico-scientifica dei demografi, i giovani scarseggiano e tendono a comportarsi da vecchietti, legati a casa e famiglia e balcone, lo si vede in tempi di quarantena e di vecchie, care canzoni. Non che i Navigli fossero spopolati, alla vigilia del fermo generale, e molti di noi hanno continuato a passeggiare,...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    17 Marzo 2020 - 23:17

    Caro Ferrara, la realtà è spietata, cinica, implacabile: in tutte le sue manifestazioni. Sia in quelle definite, col nostra metro di valutazione belle sia in quelle ritenute brutte. Il nodo è che ogni identità, individuale e di parte, ha il suo metro di valutazione e di reazione.

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  • Carlo6

    17 Marzo 2020 - 19:44

    Qui, caro Direttore emerito, dopo questa immane bufera dovremo ricominciare da Ventotene. Da li non di schioda.

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  • In77rn

    17 Marzo 2020 - 14:39

    I balconi, le bandiere, le canzoni... si va bene tutto per illudere la gente che star rintanati in casa sia la strategia perfetta. Ma quando usciranno e si troveranno senza lavoro, senza soldi, senza auto e alla fine senza casa, cosa diranno ai loro figli? Cantiamo tutti insieme? Quando sul conto non arriveranno più i bonifici, perchè l'azienda è saltata o ha licenziato quasi tutti dopo essersi accorta che con lo smart working in realtà tanti erano superflui, cosa faranno? Ancora a stendere bandiere e a mandarsi bacioni tra un terrazzo e l'altro? Ferrara, iniziamo a guardare in faccia la realtà. Ci dia un segnale che almeno lei hai ancora i piedi per terra.

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    • Aristofaneo

      17 Marzo 2020 - 19:08

      Se Atene piange Sparta non ride, al massimo qui ride amaramente Tebe. Fuor di metafora: finito questo caos, l'Italia non sarà l'unica ad andare in recessione pesante, anche Francia e Germania ci finiranno in tempi utili, per non parlare del fatto che la Cina ha perso circa il 20% del suo PIL annuo per risolvere la situazione (inutile dire che è una cifra immensa) e che gli Stati Uniti rischiano le sommosse. Il Regno Unito che lascia che il virus sfoltisca i vecchi e l'Iran che fa' finta di nulla potrebbero rimanere intonsi, ma potrebbero anche rimanere con un pugno di mosche in mano. C'è poi il fatto che un'azienda che non regge due settimane di introiti nulli e spese minime probabilmente non sarebbe sopravvissuta molto a lungo anche senza la quarantena (che, ricordiamoci, non ha l'obbiettivo "infetti zero" o "nuovi infetti zero" ma "niente esplosioni sanitarie", cosa che è riuscita). E per ultimo, qual'è un'alternativa che non scada in atti degni di un cattivo da cartone animato?

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  • Cacciapuoti

    17 Marzo 2020 - 11:43

    il popolo dei balconi è l'ennesima vomitevole idiozia degli italioti. le "vecchie, care canzoni" poi sembrano le “buone cose di pessimo gusto”. Per "capire" occorre un virus? Che è un nazista è i"n sé" una bestia non lo devo vedere "all'opera", altrimenti sono fottuto (mi sembra)

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