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La rivoluzione del sapere ai tempi del virus

Da Cambridge a Oxford. Didattica e distanza non vanno d’accordo. Ci sarà un ricasco estetico, erotico e sessuale, un grande riaccomodamento dell’editoria universitaria, un riassesto delle conoscenze sperimentate fin qui. Che botta!

23 Maggio 2020 alle 06:00

La rivoluzione del sapere ai tempi del virus

Un'immagine della storica regata fra Cambridge e Oxford (foto LaPresse)

Con Cambridge o Oxford distanziate nell’insegnamento, virtuali, senza studenti e professori se non come eventuali inquilini piuttosto solitari agganciati a un laptop, nessuno tornerà più a Brideshead, nessuno più giocherà quel gioco angelico e assassino di simulazione, adulazione, amicizia, emulazione e conversazione, un gioco a sfondo erotico con qualcosa di ferale, forse di belluino, un gioco di ubriachezza, solidarietà amore e odio, che nella realtà e nel romanzo di Waugh era il complemento gotico dell’educazione universitaria, nel college, prima di...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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Commenti all'articolo

  • Epitteto

    23 Maggio 2020 - 07:54

    Una botta tremenda, altroché. L'insegnamento a distanza, che sperimento da qualche settimana in qualità di docente alla Humboldt di Berlino, è un ircocervo fatigante in cui lo svaporare dell'actio e l'impossibilità di captare i sentimenti dell'aula, e conseguentemente di modulare la lezione in base ad essi, forzano la passione didattica a mero travaso di competenze (forma degenerata della conoscenza, a sua volta forma degenerata della saggezza). Speriamo di poter tornare quam primum in aula.

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    • Giovanni

      23 Maggio 2020 - 18:43

      Lei ha ragione da vendere, tuttavia forse un giorno per vari motivi che neanche la più fervida fantasia può prevedere le lezioni non saranno più in un aula ma da casa o da un bar o da Marte o persino da un altro sistema stellare. Certo la tecnologia sarà ovviamente sempre più perfezionata e sempre meno chi allora ci sarà rimpiangerà le vecchie e obsolete lezioni in aula. Forse la pandemia Covid19 rappresenta anticipatamente tutto ciò.

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    • Pedrolino

      23 Maggio 2020 - 15:24

      Purtroppo queste ovvie osservazioni sono assenti dal dibattito italiano sulla scuola. Nessuno sembra capire che la scuola è molto di più di un travaso di nozioni o di una sostituzione della famiglia nel controllo dei bambini più piccoli..

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  • Cacciapuoti

    23 Maggio 2020 - 06:36

    fantasticherie barbariche

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