Gli scienziati attaccano ancora Fioramonti: "Vandana Shiva è una bugiarda seriale"

Dopo le critiche della Fisv, anche l'associazione Seta esprime biasimo per la scelta del ministro di assumere come consulente la pseudo-scienziata indiana

La scelta del ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti di assumere come consigliera al Miur la pseudo-scienziata Vandana Shiva per il delicato ruolo di “consulente scientifico per lo sviluppo sostenibile” ha attirato le critiche dell'associazionismo in campo scientifico. Dopo le critiche di ieri della Federazione italiana scienze della vita, oggi ha espresso il suo biasimo anche l'associazione di cultura scientifica Seta (Scienze e tecnologie per l'agricoltura). In un comunicato l'associazione individua i molti benefici che il progresso scientifico ha portato al pianeta salvando "vite umane" ed evitando "tanta sofferenza". Ma malgrado siano palpabili i successi di un sistema consolidato, Vandana Shiva si oppone al progresso. "Tra i più vocali venditori di fumo nel campo del negazionismo scientifico in agricoltura si pone senza dubbio Vandana Shiva, esponente di un antiscientismo radicale e militante e nota per aver diffuso grazie ad una efficace strategia comunicativa alcune fra le peggiori e più tenaci bugie che inquinano il dibattito pubblico", si legge nel comunicato. "Si ricordano le sue bugie circa i suicidi degli agricoltori indiani dovute alla coltivazione di cotone transgenico, fino alle recenti bugie circa le cause e i rimedi per il disseccamento rapido dell'ulivo nel nostro Paese: bugie raccontate a fronte di lauti guadagni, considerate le parcelle richieste per i suoi numerosi interventi". Infine, la falsità più grave, la sterilità delle colture ogm. "Oggi non esiste al mondo nessun seme sterile di nessun tipo di pianta Ogm. Moltissimi, anche tra gli scienziati che operano in altri campi sono persuasi da questa bufala, e da parte nostra non ci stancheremo mai di ripetere che è un falso entrato nelle teste di tantissime persone e che inquina da decenni il dibattito su questi temi". 

 

Insomma, conclude il Seta, "è impensabile che in un paese occidentale avanzato come il nostro ci si possa avvalere proprio presso il ministero dell'università e della ricerca scientifica della consulenza di Vandana Shiva sul tema dello sviluppo sostenibile: le idee da lei espresse, infatti, portano al più ad un sottosviluppo insostenibile, per la popolazione e per l'ambiente insieme".

 

 

Nella giornata di ieri era stata la Federazione italiana scienze della vita – che unisce quattordici società scientifiche italiane e rappresenta oltre settemila ricercatori – a criticare il ministro. La Fisv aveva ricordato che “l’attivista indiana Vandana Shiva non è una biologa vegetale, tanto meno una scienziata, avendo conseguito un dottorato di ricerca in filosofia”. E quindi “preoccupa che un Ministero dedicato allo sviluppo della ricerca scientifica in Italia chiami una persona non titolata in tematiche biologiche e agricole nel Consiglio scientifico sullo sviluppo sostenibile”.

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