Giustizia Ogm

Luciano Capone
In un tribunale inventato, Petrini e Vandana Shiva processano la Monsanto per un reato inesistente

Vari siti para grillini, pseudo ambientalisti e anche qualche testata giornalistica hanno lanciato una notizia del genere: “Monsanto processata per crimini contro l’umanità al Tribunale dell’Aia”. In realtà alla Corte penale internazionale dell’Aia non c’è alcun processo contro la multinazionale americana del biotech. Ciò che è accaduto è che ong ambientaliste, associazioni di produttori biologici, attivisti No Ogm e partiti politici hanno messo in piedi un tribunale fasullo e imbastito un processo farsa nella cittadina olandese. Un po’ come se scapoli e ammogliati organizzassero una partita nel parcheggio del Santiago Bernabeu e la spacciassero come una finale nello stadio del Real Madrid. Questo tribunale del popolo, riunito per due giorni in una sala conferenze, ha attirato le attenzioni anche dei media mainstream con le accuse alla Monsanto per crimini contro l’umanità ed “ecocidio” – un reato che neppure esiste. In pratica un tribunale inventato ha condannato in contumacia un’azienda per un reato inesistente.

 

Ma la storia del “Tribunale Monsanto” è ancora più grottesca se si scorrono i nomi degli organizzatori e dei protagonisti di questa messa in scena. Il più noto è quello di Vandana Shiva, la guru indiana che si fa pagare profumatamente per le sue conferenze in giro per il mondo a favore del ritorno all’agricoltura di un tempo – quel tempo in cui si moriva di fame – e contro le biotecnologie e l’ingegneria genetica, attraverso la diffusione di storie false o inventate di sana pianta (come i suicidi dei contadini a causa degli Ogm o la sterilità dei semi ogm). Al fianco della Shiva associazioni ambientaliste e di lobbying del biologico, come l’americana Organic consumers association (Oca), guidata da Ronnie Cummins, storico collaboratore di un altro paraguru come Jeremy Rifkin, e anch’egli noto per il decennale impegno contro il buon senso. Non poteva mancare a questo raduno di fricchettoni oscurantisti il sostegno di Slow Food di Carlo Petrini, teorico della decrescita e di fatto ideologo della politica agricola e di ricerca scientifica italiane. I promotori del Tribunale Monsanto, oltre a giudici e difensori, hanno scelto anche i testimoni, facendo sfilare persone che hanno lanciato accuse senza prove scientifiche o che realmente hanno fatto causa alla Monsanto per “contaminazione”, ma perdendo nei tribunali veri (come gli imprenditori Percy Schmeiser e Steve Marsh). Tra i relatori anche il francese Gilles-Eric Séralini, unico ricercatore al mondo a produrre uno studio sulla tossicità degli Ogm, l’unico perché lo studio era fasullo e infatti è stato ritirato in quanto al di sotto degli standard scientifici.

 

E’ inutile dire che da allora Séralini è diventato il simbolo globale della lotta anti ogm perché considerato il solo scienziato del pianeta non venduto alle multinazionali. Una vicenda che ricorda molto quella del britannico Andrew Wakefield, il medico radiato per aver pubblicato uno studio fraudolento sul presunto legame tra vaccini e autismo. E non è un caso se questa carnevalata è stata organizzata da Ronnie Cummins, che con la sua associazione Oca oltre agli Ogm si oppone anche ai vaccini. Il Tribunale Monsanto è stato a suo modo un evento storico: il momento in cui il peggio della cultura antiscientifica e antigiuridica si sono unite.

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  • Luciano Capone
  • Cresciuto in Irpinia, a Savignano. Studi a Milano, Università Cattolica. Liberista per formazione, giornalista per deformazione. Al Foglio prima come lettore, poi collaboratore, infine redattore. Mi occupo principalmente di economia, ma anche di politica, inchieste, cultura, varie ed eventuali