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Come sarà il futuro delle Sanità? Le scelte che dovremo fare in fretta

Più letti in terapia intensiva? No, o non solo. Servono big data condivisi, telemedicina. Di certo più spesa. E capitale umano

Maurizio Crippa

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crippa@ilfoglio.it

25 Marzo 2020 alle 14:50

Come sarà il futuro delle Sanità? Le scelte che dovremo fare in fretta

Medici nei pressi dell'ospedale da campo realizzato dalla Ong americana Samaritans Purse all’ospedale di Cremona (foto LaPresse)

Milano. No, non eravamo preparati. Ospedali, medici, Sistema sanitario nazionale e Sistema sanitario regionale. Sì, troppi operatori contagiati, troppi pazienti zero sfuggiti, troppe disparità nella logica (infettante) delle ospedalizzazioni. Sì, una catena di comando governo-regioni (ministero della Salute assente ingiustificato) lasca, contraddittoria. Ma chi volesse polemizzare sugli errori degli altri, si laurei in virologia. Chi sul Sistema sanitario nazionale, organizzi una riforma costituzionale. Ma dopo. Per ora c’è una fotografia da fare di quanto sta avvenendo, e una serie di...

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Maurizio Crippa

Maurizio Crippa

Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.

E’ responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini

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Commenti all'articolo

  • valentinab

    25 Marzo 2020 - 16:21

    Senza fare polemica mi sono veramente stupita di come non ci fosse un protocollo in caso di un'emergenza di questo tipo? Non ci eravamo preparati con l'aviaria ad esempio? Ma se un Paese vicino ci tira una bomba abbiamo un protocollo da seguire?

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