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L’eutanasia e le priorità di un ministro

Su cure palliative e del dolore la Sanità è inadempiente. Ma Grillo fa proclami

15 Marzo 2019 alle 06:15

L’eutanasia e le priorità di un ministro

Giulia Grillo (foto LaPresse)

Giulia Grillo, titolare del ministero della Sanità, sostiene che “la legge sull’eutanasia è assolutamente prioritaria per questo paese”. Lo ha detto subito dopo la presentazione del rapporto, presentato al Parlamento dal suo stesso ministero, sull’attuazione della legge del 2010 che istituiva i centri per la terapia del dolore e le cure palliative. Da questa relazione risulta che il sistema non funziona, che mancano in molte regioni le strutture per l’assistenza domiciliare ai malati terminali, che la terapia del dolore si applica quasi solo ai malati di tumore, che mancano in molte regioni centri specializzati e corsi di formazione. Cure palliative e terapia del dolore sono la risposta necessaria per rendere meno intollerabili le sofferenze. Questa dovrebbe essere la vera priorità per chi davvero vuole occuparsi con senso di umanità di chi è in condizioni fisiche o psichiche che portano alla disperazione. Disinteressarsi di queste persone, lasciando loro come unica alternativa il suicidio, assistito o a meno che sia, è l’esatto contrario di una sollecitudine ispirata a una sensibilità umanitaria.

 

Il compito del Sistema sanitario è curare, se possibile salvare la vita, se non è possibile rendere meno intollerabile la sofferenza dei pazienti. Derogare da questo obbligo è più che un errore, è un segno di inciviltà. Prima, invece di indicare la via “facile” della morte assistita e procurata, bisogna esplorare tutte le possibilità offerte dalla medicina del dolore, assicurare una vera assistenza, anche domiciliare, ai malati terminali e a chi comunque non riesce senza aiuto a sopportare la condizione di malattia o di sofferenza psichica. C’è anche una legge che lo impone, ma che viene applicata poco e male. Compito di un ministro sarebbe per prima cosa attuare la legge che c’è, invece di rinviare il problema a un discussione ideologica su una legge che non c’è ancora.

Redazione

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Commenti all'articolo

  • maropadila

    15 Marzo 2019 - 10:43

    Tutto pienamente condivisibile; aggiungerei soltanto che almeno la Grillo ha parlato chiaro, svelando il lato nichilista dei cinque stelle, finora messo in ombra dal populismo becero dei vari Di Maio.

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    • Chichibio

      15 Marzo 2019 - 15:02

      Insomma la ministra scopre la soluzione più comoda, quella di liberarsi del malato. Accompagnandolo con un affabile sorriso di compatimento. Ricorda quella scena di "Schindler's list" in cui una guarda nazista sorride ad un bimbo nella folla avviata alle camere a gas e amorevolmente lo guida affinché non inciampi.

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      • fiorevalter

        15 Marzo 2019 - 18:39

        ...sì, è la soluzione più "comoda": ma per il paziente e per nessun altro. La fine della vita non è un processo fisiologico piacevole: non si chiudono gli occhi serenamente (anzi, restano aperti), non siamo pervasi da pensieri mistici ...la morte è sempre uno schifo e un'iniezione pone semplicemente fine ad un processo inarrestabile, doloroso e volgare

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    • fiorevalter

      15 Marzo 2019 - 12:45

      scusi, ma il tema dell'eutanasia non è né nichilismo, né patrimonio dei 5s (semmai, per la cronaca è dei radicali). Io sono favorevolissimo allo sviluppo della terapia del dolore che è da applicare di più e meglio anche nei casi di dolore "normale" e non solo nei malati terminali. L'eutanasia poi è una scelta, che è realtà in tanti paesi civili e liberali: poi, tutto il rispetto per i cattolici e non cattolici che non la condividono ...ma nessuno obbliga nessuno

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