(foto Ansa)

roma capoccia

Da Cargo a Pacifico: i brand milanesi alla conquista di Roma

Gianluca Roselli

L'ultimo che ha aperto in città è lo storico marchio di abbigliamento creato nel 1981 da Mauro Bacchini. Ma sono decine le attività meneghine che sono sbarcate in questi anni nella capitale: Velasca, El Porteno. E poi c'è Esselunga

E’ l’ultimo nato tra i brand milanesi scesi alla conquista della Capitale. Parliamo di Cargo, storico marchio di arredamento e design del capoluogo lombardo, nato nel 1981 grazie all’idea dell’architetto Mauro Bacchini, che ora ha ufficialmente aperto i battenti anche qui, in riva al Tevere, in via Cola di Rienzo, nel quartiere Prati. Gli imprenditori avevano tastato il terreno qualche anno fa, con un punto vendita all’interno di Coin Excelsior, nella stessa strada, e ora però c’è stata la svolta: la decisione di partire, lo scorso novembre, con uno “store” autonomo. Per chi non lo conosce, Cargo – che a Milano sta in zona Gorla-Precotto nell'ex fabbrica dell’Ovomaltina e in Brera con il negozio hi tech –  vende mobili, utensili e accessori per la casa di alto livello. Qui potrebbe funzionare perché la città in quanto a design offre meno di Milano, quindi da questo punto di vista c’è meno concorrenza. “Aprire a Roma era il sogno nel cassetto di Mauro Bacchini, ma finora non aveva mai trovato lo spazio giusto. Non abbiamo ancora messo in campo una campagna pubblicitaria, ci fidiamo di più del passaparola”, racconta  Cristina Guglielmi, responsabile delle pubbliche relazioni.   

 

Ma sono tanti i brand milanesi che stanno tentando la fortuna sotto il Cupolone, con alterni risultati. Coin, per esempio. Nasce veneto, ma il primo negozio fu meneghino, va alla grande, con tre punti in città, tra cui l’Excelsior in Prati, più diverse sedi di Coin Casa, negozi più piccoli specializzati in home design. Poi c’è “il grande magazzino” milanese per eccellenza: la Rinascente, il cui nome si deve niente di meno che a Gabriele D’Annunzio. Nella capitale vanta due sedi: quella in piazza Fiume, da poco ristrutturata, e quella a Via del Tritone. Quella in centro, con tanto di bar-ristorante in terrazza, forse è un po’ troppo lussuosa per i gusti capitolini: non ha conquistato il cuore dei romani, ma in compenso ci vanno i turisti. E quindi basta, o quasi. Chi invece batte tutti per numero di punti vendita è Boggi, con 5 negozi: storico marchio di abbigliamento classico, acquisito nel 2003 da Brian & Barry. Dal 2009 ha iniziato una politica di espansione mondiale aprendo oltre 100 negozi in Europa, Asia, Medio Oriente, Russia e Sud America. Le aperture romane rientrano dunque in una strategia internazionale. Meno fortuna ha avuto invece Nervesa Sartorie d’Europa (a Milano in Porta Venezia), negozio di abbigliamento maschile che qualche anno fa tentò la discesa romana aprendo un temporary store tra Largo Argentina e il Pantheon. Nonostante gli abiti fossero di alto livello, non funzionò: forse il punto era troppo centrale ma poco “fashion” o magari si sbagliò l’approccio al pubblico romano, sta di fatto che l’avventura non proseguì. 

 

Chi invece sembra funzionare è Velasca Milano, negozio di scarpe con due punti in città: in via di Campo Marzio e in via Fabio Massimo. Poi c'è Esselunga. La famiglia Caprotti in questi anni in città s'è mossa col freno a mano tirato: un supermercato sulla Togliatti e altri più piccoli, i La Esse, in centro. Ora sembra invece accelerare, con due punti vendita ai Parioli, di cui uno al posto dello storico Bar Euclide. La fase espansiva sembra iniziata.  Ma ci sono anche i ristoranti. Come El Porteno, elegante ristorante argentino che ha aperto prima al largo del Teatro Valle e poi in Via dell’Umiltà, segno che le cose non vanno male, con un arrendamento curatissimo che da solo vale l’esperienza.  Resta invece un punto interrogativo Pacifico, ristorante di cucina nikkei, un incrocio tra peruviana e giapponese, con una location notevole all’interno di Palazzo Dama. In città, però, quasi non se ne parla.

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