Roma Capoccia

“Con questo Pd è impossibile collaborare”. Parla l'ex assessore M5s De Santis

Gianluca De Rosa

Il fedelissimo di Virginia Raggi attacca Gualtieri e Schlein: “Anche con lei non è cambiato nulla, tra i dem, con tutte quelle correnti, non sai nemmeno con chi parlare”

“Noi per oltre un anno e mezzo abbiamo provato a collaborare, al Pd però non interessa, allora da adesso sarà opposizione dura”. Antonio De Santis, ex assessore della giunta di Virginia Raggi e oggi consigliere capitolino della lista civica che porta il cognome dell’ex sindaca, insieme ai colleghi del M5s martedì ha lasciato l’aula Giulio Cesare prima del voto sullo stadio della Roma. Un primo gesto per dire che nella postura dei grillini verso il Pd qualcosa sta cambiando. “Fino ad oggi – ricorda De Santis – noi abbiamo cercato di fare un’opposizione costruttiva, offrendo alla maggioranza quanto maturato  in cinque anni alla guida della città, ma il Pd ha quasi sempre respinto i nostri tentativi”.

Anche quando su qualcosa Pd e grillini si sono trovati d’accordo, le cose non sono andate bene. Dice l’ex assessore: “Quando abbiamo provato a lavorare insieme tutto è stato vanificato perché i dem non riconoscono le reciproche identità, qualsiasi tema o rapporto politico lo vogliono egemonizzare”. Lo stadio sembra essere un buon esempio. “Noi – dice  – siamo favorevoli a permettere alla Roma di costruire il nuovo impianto, avevamo presentato degli emendamenti migliorativi del testo, sono stati bocciati, mentre atti identici della maggioranza sono stati votati, non potevamo far altro che uscire dall’aula”. L’ex assessore cita anche altri esempi. “Su Multiservizi (l’azienda che si occupa per il Campidoglio della pulizia  nelle scuole ndr) avevamo consigliato una delibera diversa, anche lì non siamo stati ascoltati e la Corte dei conti ora ha bocciato il provvedimento di Gualtieri per internalizzare la società, sarà una grana enorme”. E ancora: “Sull’anagrafico, di cui da assessore mi sono occupato, abbiamo proposto un piano, anche in questo caso respinto, mentre sulla Ztl verde su cui Gualtieri sta creando un pasticcio gigantesco scaricano le responsabilità su Raggi che non c'entra nulla, il sindaco l’ha definita ‘genio italico’, così più che ponti si costruiscono precipizi”. De Santis sottolinea anche un’altra cosa: “A Roma si vedo no tutte le contraddizioni di un partito che è diviso su tutto fuorché sulla gestione del potere: parli con uno, ma non sai mai se quello dell’altra corrente sarà d’accordo”.


Il macigno che divide ancora dem e grillini è ovviamente il termovalorizzatore. “Ci aspettavamo che Schlein suggerisse al sindaco una riflessione più profonda e invece, purtroppo, così non è stato”, sottolinea De Santis.  “Anche con la nuova segretaria   non è cambiato niente”. A Roma però Pd e M5s non sono mai riusciti ad andare d’accordo, i grillini capitolini, i raggiani insomma, sono sempre stati considerati i custodi dell’ortodossia grillina.. E sulle divergenze a Roma, sul termovalorizzatore, è persino caduto un governo. “Non penso sia così – dice il consigliere – per vincere le elezioni può essere necessario che il centro sinistra si compatti e però bisogno partire dall’esperienze sui territori, il Pd sottovaluta il nostro gruppo romano che pure ha portato all’attenzione temi che hanno diviso i due partiti a livello nazionale, io non sono a priori contrario a unire le forze in un campo progressista  ma è il Pd ad avere una pregiudiziale che non può risolversi solo sommando i voti quando arrivano le elezioni”. 

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