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La Lega alle prese con l’incendio del Tmb

“I termovalorizzatori vanno costruiti. Regione e Comune sono colpevoli”. Parla Maurizio Politi

16 Dicembre 2018 alle 06:13

La Lega alle prese con l’incendio del Tmb

Foto LaPresse

Roma. “E’ un disastro”, dice d’istinto, quasi senza pensarci. Poi si ferma, ci ripensa. “Anzi no, due disastri. Complementari tra loro”. E insomma Maurizio Politi non se la prende solo con Virginia Raggi, se gli si chiede un giudizio sull’incendio del Tmb di via Salaria. “Intendiamoci – spiega il consigliere capitolino della Lega – il sindaco di Roma ha responsabilità enormi, così come la sua giunta, nella crisi dei rifiuti”.

 

E però?

“E però anche Nicola Zingaretti ha le sue colpe. La Regione sta discutendo da sei anni, ormai, del piano dei rifiuti. E ancora non si vede alcuna possibile approvazione del progetto all’orizzonte”.

 

La Regione dice però che è la Raggi a non indicare i siti per lo smaltimento, a Roma e provincia.

“Un rimpallo di responsabilità francamente stucchevole. Raggi e Zingaretti la smettano di procedere in questo dibattito a suon di carte bollate, e si siedano intorno a un tavolo. Se non si decide, Roma muore sepolta dall’immondizia. E invece abbiamo una sindaca ostaggio delle faide interne del suo Movimento, un governatore che pensa più che altro al congresso del suo partito. Entrambi giocano sulla pelle dei romani”.

 

La Raggi fa appello alle altre regioni.

“Condivido, certo. Da romano, mi auguro che ci sia un senso di responsabilità generale, e che anche altre realtà ci diano una mano”.

 

Neppure la Lega, però, si è spesa granché per trovare una soluzione al Tmb di Via Salaria. Siete al governo, ora.

“Quell’impianto aveva bisogno di investimenti e di manutenzione. Ma non da oggi, da anni. Almeno da quando Ignazio Marino decise, dall’oggi al domani, di chiudere Malagrotta senza indicare alcuna soluzione. Una mossa puramente propagandistica, che si è rivelata scellerata”.

 

Ripeto: adesso siete al governo.

“Sono innanzitutto gli enti locali, Comune e Regione, a doversi fare carico delle loro responsabilità. Dopodiché, mi pare che Matteo Salvini sta facendo il possibile per indicare una via alternativa, a livello nazionale. Bisogna rinunciare a un approccio puramente propagandistico, quando si parla di ambiente: i termovalorizzatori servono”.

 

I Cinque stelle non li vogliono.

“Dovranno capire che sono una risorsa. Come le centrali elettriche. E certo, bisogna vigilare, fare controlli, stare attenti. Ma non si può bloccare tutto per il rischio di speculazioni o illeciti. Sarebbe come rinunciare a fidanzarsi per il timore di essere traditi”.

Valerio Valentini

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