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Proteste anti rom, metro rotte e Tmb a fuoco. Più complotti per tutti

“Non vi pare strano quello che succede a Torre Maura?”. Parla Sara Seccia (M5s)

4 Aprile 2019 alle 11:06

Più complotti per tutti

Tensione intorno al centro accoglienza dove sono state ospitate alcune famiglie rom (foto LaPresse)

Che il complotto si arrivato fin qui, fino alle vie di Torre Maura, Sara Seccia non lo dice. Ma neppure lo nega: “Beh, voi che dite?”. Noi lo chiediamo, ovviamente, alla consigliera comunale del M5s. “Può non essere così. Anche perché la questione di Torre Maura è focalizzata su atti di razzismo puro e semplice, credo”.

  

Crede? Ma in tanti tra gli esponenti del M5s vedono un fil rouge che lega i vari disastri della Capitale alle proteste di CasaPound i martedì. Tutti, compresa Virginia Raggi, dicono che siete #sottoattacco.

“Beh non mi pare una normale questa situazione, non mi pare normale che i Tmb prendano fuoco da soli e che tutto le scale mobili della Metro crollino per colpa dei trolley”.

 

E i fatti di Torre Maura?

“Un atto di odio che va assolutamente censurato. Ma i campi rom debbono trovare soluzione nella loro chiusura e, ove possibile, ricollocamento dei soggetti vulnerabili. Perché non sono situazioni che possiamo più mantenere in questo modo, come avviene dalla notte dei secoli”.

 

Non è anche un segnale politico?

“CasaPound e Forza Nuova danno questi ‘segnali’ da sempre. Se tutti esternassero così i propri ‘sentimenti’ vivremmo nella giungla”.

 

Intendevo chiederle se non sia anche uno sfogo di malessere di una di quelle periferie dove avete raccolto un consenso enorme, e che ora non vedono risposte concrete dall’amministrazione Raggi.

“Roma non è stata costruita in un giorno, e non può cambiare in un giorno. Ce la stiamo mettendo tutta intanto per superare i campi rom”.

 

Ma anche qui siete in ritardo rispetto alle scadenze che vi eravate dati.

“Beh facile non è. Non smantelli e basta. Devi offrire alternative, altrimenti si creerebbero ulteriori emergenze sociali”.

 

A proposito. Prima il Campidoglio ha assegnato quelle 60 persone nello stabile di Via dei Codirossoni. Poi, dopo le proteste, l’immediata revoca. Non è mancato un po’ di coordinamento, quantomeno?

“Non manca coordinamento, è che le soluzioni non sono semplici ed i problemi – di contro – sono complessi e datati”.

 

Tutta colpa di quelli che c’erano prima di voi, insomma?

“Stiamo ricollocando le persone all’interno del territorio cittadino perché il dovere dell’amministrazione penso sia in primis quello di tutelare come meglio possibile la vita e l’incolumità delle persone”.

Valerio Valentini

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Commenti all'articolo

  • lucafum

    04 Aprile 2019 - 20:08

    Così, tornando a noi, due erano stati, alla fin de’ conti, i frutti principali della sommossa; guasto e perdita effettiva di viveri, nella sommossa medesima; consumo, fin che durò la tariffa, largo, spensierato, senza misura, a spese di quel poco grano, che pur doveva bastare fino alla nuova raccolta. A questi effetti generali s’aggiunga quattro disgraziati, impiccati come capi del tumulto: due davanti al forno delle grucce, due in cima della strada dov’era la casa del vicario di provvisione.

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  • guido.valota

    04 Aprile 2019 - 13:01

    L’unica cosa che ‘non pare normale’ è il partito degli incapaci al comando.

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