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Perché a Roma aprono i minimarket e chiudono le botteghe storiche

Il Comune ha dovuto riconoscere che la saturazione delle attività “food” dimostrata dai dati ha raggiunto un livello emergenziale tale da pregiudicare gravemente gli interessi collettivi e l’integrità del Sito Unesco

12 Gennaio 2018 alle 08:50

Perché a Roma aprono i minimarket e chiudono le botteghe storiche

Il Comune ha annunciato tante volte di avere approvato un regolamento per salvare il Sito Unesco, ponendo lo stop all’invasione dei minimarket, fast-food e birrerie che lo stanno declassando a regno del turismo alcolico. I cittadini chiedono: come mai tali attività continuano ad aprire mentre le botteghe storiche e i negozi chiudono? E quindi cari lettori ve lo spiego. Nonostante i proclami tale normativa non è mai stata approvata. E’ stata solo presentata una proposta di regolamento, poco coraggiosa e insufficiente a fronteggiare il problema, per certi versi peggiorativa , che non ha né accolto le proposte delle associazioni di cittadini, dei municipi interessati, né è mai stata resa vigente. Il Comune ha dovuto riconoscere che la saturazione delle attività “food” dimostrata dai dati da esso stesso rilevati ha raggiunto un livello emergenziale tale da pregiudicare gravemente gli interessi collettivi e l’integrità del Sito Unesco. E che ciò giustifica un suo intervento regolatore urgente.

 

Ciò che dispiace è che invece il testo proposto va nella direzione opposta. E’ previsto che dopo soli tre anni nuovi minimarket e similari possano aprire a volontà e siano addirittura tutelati; che negli ambiti storici saturi si possano aprire nuove attività di mescita con l’escamotage dei pub mascherati da finte gallerie d’arte e librerie; si liberalizzerebbero nuove friggitorie, pizze al taglio, gelaterie, kebab, rosticcerie e paninoteche attualmente vietate, gli esercizi abusivi avrebbero solo multe pecuniarie e non verrebbero chiusi. Continuiamo a sperare che ci sia un sussulto di coscienza e di amore per un luogo unico al mondo che sta morendo giorno dopo giorno e che chi è stato investito della responsabilità di salvaguardarlo voglia intervenire prima che sia troppo tardi.

Nathalie Naim è presidente della Commissione bilancio, personale, regolamenti, affari generali, decentramento del Municipio Roma 1 Centro

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