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Colosseo affogato. La verità sui dati del turismo

Ogni trenta metri una guida abusiva. Poi arrivano i “saltafila”. E i vigili guardano. Così vengono gettati milioni di euro

4 Febbraio 2018 alle 06:00

Colosseo affogato. La verità sui dati del turismo

Foto LaPresse

Roma. Ci sono due modi per vedere le cose quando si parla di turismo a Roma. C’è quello della sindaca Virginia Raggi che gongola per un +3 per cento di presenze sul 2016, mentre contemporaneamente Milano cresce del 10 per cento, e c’è quello di chi arriva nella capitale da tutto il mondo per riportarne a casa spesso ricordi molto meno indimenticabili delle meraviglie dell’urbe. Perché dietro alla cartoline e ai selfie con i Fori di sfondo vive un mondo che galleggia in una zona grigia fra legalità e illegalità, un mercato che sembra una giungla senza regole. Con al centro il turista, preda prima che ospite, salvadanaio da svuotare qui e subito con buona pace di ciò che di Roma porterà nel mondo e racconterà ad amici e conoscenti.

  

“Chi accoglie i turisti contribuisce alla buona immagine delle nostre città. Chi lo fa male crea un danno a tutti”, ha scritto via Twitter una settimana fa la sindaca. Parole che fanno a pugni con quanto accade sotto al Colosseo ad appena quattrocento metri dal suo ufficio in Campidoglio. E’ il regno dei “saltafila”, operatori che cercano di abbordare turisti per vendere biglietti ingresso e tour guidati evitando ai clienti di fare la coda alle biglietterie ufficiali. Ce ne sono a decine in pochi metri quadrati, sono quasi tutti stranieri e non c’è persona che possa attraversare la piazza senza essere fermata ogni pochi passi. Qualcuno lavora con operatori seri e in regola, altri (molti) agiscono in assoluto “nero”, si servono di guide abusive e personale non in regola. Un anno fa un’ampia operazione fece scattare sessanta fermi e decine di sanzioni amministrative. A novembre del 2016, degli 80 venditori controllati dalla Finanza, 22 erano risultati completamente abusivi per un economia evasa da 300.000 euro al giorno. Di norma, invece, i vigili restano a guardare. “Abbiamo provato a fare segnalazioni – racconta Isabella Ruggiero, presidente dell’associazione delle guide turistiche Agtar – ma di solito ci rispondono che non è compito loro. Respiriamo un clima di assoluta illegalità, i turisti vengono importunati ogni cinque metri. Questo è un mercato indegno in cui accade di tutto e nessuno pare avere il coraggio di fare niente”. Una situazione di cui ormai si parla apertamente anche su Tripavisor: “Ogni trenta centimetri una guida abusiva ti offre un tour guidato. Per non parlare poi dei borseggiatori… Comunque sia, abusivi e ladri a parte, la visita al Colosseo merita sicuramente”, scrive Tiziana G. da New York. Capita la stessa cosa anche intorno ai Musei Vaticani. Lungo via Ottaviano, ad esempio, in una normalissima giornata di lavoro di gennaio con un flusso di turisti da bassa stagione si contano qualcosa come 80 “saltafila” pronti a fermare i turisti di passaggio. Talmente aggressivi che due operatori rivali lo scorso anno sono finiti in tribunale con l’accusa di tentata violenza privata dopo decine di aggressioni con insulti e lite in strada per contendersi clienti.

   

Eppure un modo per fermare tutto questo ci sarebbe, basterebbe guardare all’ordinanza con cui il sindaco di Matera Raffaello de Ruggieri nell’agosto scorso ha vietato ogni attività che potesse recare disturbo ai turisti con l’offerta di servizi non richiesti. Fantascienza per la Capitale dove, dopo l’ordinanza del commissario Tronca che li allontanava dal centro durante il periodo del Giubileo, in via dei Fori Imperiali sono tornati anche i risciò: da 10 a 50 euro per una corsa fra i monumenti del centro. In compenso, però, entrare ai Fori per un disabile può essere complicato come scalare l’Everest visto che l’ascensore di accesso è quasi sempre rotto e per mesi interi resta inutilizzabile. Nonostante controlli e metal detector, invece, entrano senza problemi ambulanti che vendono ogni sorta di cianfrusaglia. Loro scavalcano, i vigili che dovrebbero controllarli invece restano fuori perché altrimenti dovrebbero pagare il biglietto. Incredibile, ma tutto vero. Come il fatto che in tutta l’area di Colosseo, Palatino e Fori ci siano soltanto cinque bagni pubblici. Nel 2017, dati del ministero, qui sono entrati 7 milioni di turisti (più di quanti non abbiano visitato Pompei, gli Uffizi e la Galleria dell’Accademia di Firenze messi insieme): basta dividere per 365 giorni all’anno per immaginare in che condizioni possano versare i bagni pubblici già a metà giornata.

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