Ansa

Preghiera

Per Israele lo steccato si è dimostrato balordo, costruito male e presidiato peggio

Camillo Langone

Una spaventosa sottovalutazione e l'autorizzazione folle di un grande raduno musicale hanno causato la morte e la sofferenza di innumerevoli ragazze per mano dei predoni di Hamas

“Buon steccato fa buon vicinato”. All’inizio dell’Alluvione da Gaza ho subito pensato a questo verso di Robert Frost. Laggiù nel deserto lo steccato si è dimostrato balordo, costruito male e presidiato peggio. Lasciandomi sconcertato: pensavo che almeno gli israeliani conoscessero la vitale importanza dei muri. E invece. Grazie a una spaventosa sottovalutazione, e alla follia di autorizzare un grande raduno musicale, il Supernova Festival, così vicino a un confine così pericoloso e così sguarnito, molte ragazze sono state uccise, molte sono state violentate, molte sono state rapite.

Parlo di ragazze non perché manchino altre vittime (ragazzi, adulti, vecchi...) ma perché il sangue di una ragazza appartiene a un sacro ulteriore. Coloro che si avventano su delle ragazze non sono dei guerrieri, sono dei predoni. Insomma quelli che gridavano “Allah akbar”, fedeli a quattordici secoli di razzie. Costoro non possono diventare buoni ma può diventare buono lo steccato, consentendo, un domani, la possibilità di un vicinato. La poesia di Frost si intitola “Mending wall”, “Riparando il muro”. Ecco: ripararlo. Alzarlo. Inspessirlo. Pattugliarlo. Intitolarlo alle ragazze del Supernova Music Festival. (E riprodurlo ovunque necessario).

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).