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Se il mondo semilibero tenesse a Taiwan, inizierebbe a boicottare la Cina

Camillo Langone

Senza bisogno di impugnare lance: sarebbe già qualcosa scegliere bene il computer. Se volessimo, lasciaremmo perdere Xiaomi, Huawei, Lenovo, e magari anche TikTok (sede a Pechino, Cina comunista). Ci impegneremmo a indebolire il Dragone, prima di provocarlo

San Giorgio trafittore di draghi, se il mondo semilibero (la libertà non è di questo mondo) volesse fare qualcosa contro il mondo totalmente schiavo qualcosa potrebbe fare, ho pensato in un negozio di elettronica osservando un Acer (sede a Taipei, Taiwan). Senza bisogno di impugnare lance: sarebbe già qualcosa scegliere bene il computer. San Giorgio, se il mondo semilibero volesse potrebbe lasciar perdere Xiaomi, Huawei, Lenovo, e magari anche TikTok (sede a Pechino, Cina comunista), social sempre più frequentato dai giovani occidentali. Se il mondo semilibero capisse, prima di provocare il Dragone, smanioso di sbranare la principessa Formosa, si impegnerebbe a indebolirlo. Vieterebbe TikTok come aveva proposto Donald Trump. Supertasserebbe le auto elettriche che mettono la mobilità occidentale in balia delle batterie cinesi. Rilancerebbe il tuo culto, con processioni, restauri e una mostra dei migliori quadri che ti raffigurano, da Paolo Uccello a Giuliano Guatta. Ma visto che il mondo semilibero è semiscemo mi rintano nel privato e dalla crisi di Taiwan traggo un risultato positivo solo mio: ero tentato dall’idea di iscrivermi al social dei balletti e ora ho deciso di no (non potendo salvare null’altro, salvo la dignità).

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).