Giorgia Meloni al Senato - foto Ansa

Editoriali

La saggia politica estera di Giorgia Meloni

Redazione

Il dibattito di oggi in Senato della premier fa luce sul vero punto di forza di tutto l'esecutivo

Nel corso delle comunicazioni al Senato alla vigilia del Consiglio dell’Unione europea, Giorgia Meloni ha ribadito con fermezza l’appoggio italiano all’Ucraina aggredita dalla Russia, ha condannato le “elezioni farsa” che hanno confermato Vladimir Putin alla guida della Russia. In questo modo ha risposto indirettamente ma chiaramente alle ambiguità (per usare un eufemismo) di Matteo Salvini, che peraltro ha preferito non essere presente alle comunicazioni della premier. Anche sul conflitto di Gaza Meloni ha innanzitutto ricordato che la responsabilità principale è di Hamas, che ha scatenato il conflitto, e si è impegnata a lavorare per una mediazione che consenta un cessate il fuoco. Dopo aver espresso la “sincera gratitudine” per la Marina impegnata nel Mar Rosso, ha affrontato il tema del rafforzamento della difesa europea: “La libertà ha un costo, la sovranità ha un costo, non credete a chi vi dice che tutto è gratuito”. Invece ha espresso contrarietà all’ipotesi di schierare truppe occidentali in Ucraina, come era stato proposto dalla Francia,“ipotesi foriera di una escalation pericolosa”.
 

Non c’è molto di nuovo nel discorso di Meloni, ma questo tutto sommato non è un difetto: in una situazione internazionale tanto grave è giusto affermare e mantenere le posizioni, senza cedimenti e senza esasperazioni. C’è spazio per le opposizioni che possono criticare aspetti tutto sommato secondari, ma anche l’opportunità, soprattutto per chi non si fa prendere dalle spinte al pacifismo unilaterale, di esprimere sulle questioni di fondo una sostanziale unità nazionale in politica estera. Se voleva isolare le posizioni filorusse o anti ebraiche che circolano in settori dell’opposizione ma anche della maggioranza, Meloni ha fatto uno sforzo di chiarezza per raggiungere questo risultato, in modo da portare in Europa una parola autorevole di un’Italia consapevole della comune responsabilità nella difesa della libertà.

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