(foto Ansa)

L'intervento

Piantedosi: "Non vogliamo reprimere il dissenso. Rischio zero se si rispettano le regole"

Redazione

L'informativa del ministro dell'Interno alla Camera: "Non c'è alcuna strategia di contrazione delle libertà. Il governo ha garantito piena libertà di manifestazione"

"Non c'è alcun disegno del governo per reprimere il dissenso". Così come non c'è "alcuna strategia di contrazione delle libertà". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel suo intervento alla Camera per un'informativa sui fatti di Pisa della scorsa settimana, dove alcuni giovani manifestanti sono stati presi a manganellate dalle forze dell'ordine. Violenze stigmatizzate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e commentate anche dalla premier Meloni ieri sera in tv.

   

"A Pisa da parte dei manifestanti è stata violata la legge. Nessun preavviso è stato presentato alla questura. Se i manifestanti rispettano le regole, il rischio è zero", ha spiegato Piantedosi. Che ha aggiunto alcuni dettagli della dinamica dello scontro tra manifestanti e polizia: "Per dieci minuti c'è stata pressione dei manifestanti sulle forze dell'ordine". Il ministro ha comunque aggiunto che sul caso "le verifiche verranno svolte con rigore e competenza". Al momento è in corso il dibattito parlamentare sull'informativa, che dovrebbe concludersi alle 15, quando il ministro andrà in Senato per riferire della stessa questione.

    

    

Cosa ha detto Piantedosi

I dati sulle manifestazioni svolte "smentiscono in maniera inequivocabile una presunta strategia di contrazione della libertà di espressione in Italia", ha sottolineato Piantedosi. "Va, pertanto, fermamente respinta ogni suggestione che vi sia un disegno del governo per reprimere il dissenso politico e che questo disegno sia eseguito dalle Forze di Polizia nel corso dei servizi di ordine pubblico. Non vi è e mai vi potrà essere, alcuna direttiva ministeriale in tal senso e, neanche, indicazioni volte a cambiare le regole operative di gestione dell'ordine pubblico". Secondo il titolare del Viminale, pertanto, "nessuno ha interesse ad alzare il livello di tensione durante le manifestazioni e men che mai il Viminale che, insieme a tutti gli appartenenti alle Forze dell'ordine, ha come obiettivo prioritario e missione fondamentale che ogni evento si svolga in maniera pacifica indipendentemente dalle motivazioni e dai contenuti delle iniziative".
     

"Il compito delle Forze di Polizia – continua – nei complessi scenari in cui sono chiamate a operare, va sostenuto con fiducia e senza pregiudizi, garantendo loro, specie nei servizi di ordine pubblico, la possibilità di operare con la necessaria serenità, condizione imprescindibile per gestire i rischi legati a contesti particolarmente impegnativi". In tal senso, "preavvisare le manifestazioni, rispettare le prescrizioni e gli accordi intercorsi con le autorità di pubblica sicurezza, evitare comportamenti provocatori o violenti, più in generale, rispettare la legge, sicuramente aiuta tutti a concorrere all'obiettivo di quella complessa ricerca del punto di equilibrio tra la libera manifestazione del pensiero, diritto alla pacifica riunione e l'altrettanto doverosa salvaguardia della sicurezza pubblica", dice ancora Piantedosi.
   

Il ministro ha poi ringraziato il presidente della Repubblica per i gli agenti aggrediti ieri a Torino: "Rivolgo un sentito ringraziamento, a nome di tutti gli appartenenti alle forze di Polizia, al presidente Mattarella per la solidarietà espressa agli agenti della polizia di stato che ieri, a Torino, mentre svolgevano un servizio connesso al rimpatrio di un immigrato, pluricondannato per gravissimi reati, sono stati vittime di una violenta aggressione da parte di un nutrito gruppo di anarchici", ha detto, ribadendo di aver condiviso pienamente le sue parole: "Come il capo dello Stato, sono convinto anch'io che l'autorevolezza delle Forze di Polizia non si nutre dell'uso della forza".
   

"Condivido anche il precedente richiamo del presidente della Repubblica contro la 'intollerabile serie di manifestazioni di violenza: insulti, volgarità di linguaggio, interventi privi di contenuto ma colmi di aggressività verbale, perfino effigi bruciate o vilipese'", prosegue il discorso del ministro. "È un monito per tutti alla necessità di moderazione e al senso di responsabilità, senza i quali si rischia solo di inasprire il confronto e offrire il pretesto a chi vuole alimentare lo scontro. Abbiamo di fronte un periodo caratterizzato da crisi internazionali, problematiche socioeconomiche e impegni elettorali che potrà vedere l'accentuarsi dei livelli di conflittualità. Per questo, auspico che vi sia da parte di tutte le forze politiche una comune volontà di abbassare i toni, senza mai rinunciare alla dialettica democratica".
    

Il ministro poi conclude: "Il rischio di incidenti e di scontri è pari a zero se i manifestanti non pongono in essere comportamenti pericolosi o violenti, rispettando le regole. Il rispetto delle regole, infatti, agevola il dialogo tra gli organizzatori e gli uffici delle questure, in modo che ogni evento possa svolgersi senza fraintendimenti forieri di possibili tensioni". "D'altro canto – ha aggiunto l'esponente dell'esecutivo –, è anche utile a prevenire possibili tentativi di infiltrazione da parte di soggetti di area antagonista o estremista che, come dimostra l'esperienza storicamente maturata sul campo, possono arrivare a condizionare fortemente le modalità della protesta, facendo, non di rado, uso della violenza e cercando, in tali occasioni, spazi di visibilità. È un rischio assolutamente da scongiurare - ha concluso Piantedosi -, ancor di piu' nelle iniziative alle quali partecipano ragazzi di giovane età".

 

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