Il ministro per le autonomie Roberto Calderoli - foto Ansa

Al via l'iter parlamentare

L'autonomia arriva in Senato con le preoccupazioni di FdI

Inizia il percorso parlamentare del disegno di legge voluto dal ministro Roberto Calderoli. Gli unici emendamenti della maggioranza sono di Fratelli d'Italia, che cerca di garantire equilibrio nelle regioni del Mezzogiorno. Il Pd: "Faremo di tutto per fermare questa riforma"

Le due più importanti riforme del governo Meloni si intrecciano oggi in Senato. Alle 16.30, dopo sei mesi di discussione in commissione, inizierà l'iter parlamentare per l'approvazione della riforma sull'autonomia differenziata. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio aprirà la discussione del ddl Calderoli, a cui seguirà il question time domani. In commissione Affari Costituzionali, invece, già dalla mattina i tecnici affronteranno il ddl Casellati sulla riforma del premierato. Il quadro sembra chiaro: l'autonomia, cara alla Lega, dovrebbe essere approvata con un accordo di maggioranza così come sarà consentito alla riforma sull'elezione diretta del premier, cara invece a FdI, di proseguire in fretta il suo percorso parlamentare.

 

 

Domani, alle 14, capigruppo, relatori d’Aula ed esponenti di Commissioni della maggioranza, con il ministro Roberto Calderoli, dovrebbero incontrarsi nelle aule del Senato per fare il punto sul voto, a partire dagli emendamenti. Ce ne sono 336, della maggioranza solo i due di Fratelli d'Italia. Il partito di via della Scrofa, secondo quanto si apprende, teme che il trasferimento delle competenze di materie come la sanità e l'istruzione penalizzi le regioni del sud in termini di fondi, per cui l'obiettivo formale è "evitare disparità di trattamento tra regioni". Da qui i due emendamenti proposti che puntano a eliminare eventuali disequilibri.

 

 

Le opposizioni, invece, hanno presentato i restanti 334 emendamenti (153 del Pd, 121 del M5s, 50 del gruppo Misto, 8 presentati da Italia viva e uno dal gruppo delle Autonomie). "Presenteremo delle pregiudiziali di costituzionalità contro il provvedimento sull’autonomia differenziata di Calderoli. Lo faranno anche gli altri gruppi di opposizione. La maggioranza sta forzando su una norma che spaccherà l'Italia. Noi faremo di tutto per fermarli", ha affermato ieri Francesco Boccia, capogruppo del Partito democratico al Senato. "Non c’è un centesimo per finanziare questa riforma che colpirà i territori e le regioni più deboli. Le aree già ricche lo diventeranno sempre di più, quelle più povere vedranno aumentare i propri problemi" ha concluso l'esponente dem".

Azione, attraverso una dichiarazione su X di Carlo Calenda, ha spiegato come invece si asterrà dal voto perché "la maggioranza approverà solo una legge quadro che rimanda l'entrata in vigore dell'autonomia al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni (i così detti lep, ndr)" e per una mancanza sui "prerequisiti" per cui il partito possa dichiararsi a favore

 

 

Più duri invece sono gli esponenti dell'associazione "Sindaci del Sud", che nella giornata di oggi hanno dichiarato manifestazioni in alcune pizze: "L'autonomia differenziata – dicono in una nota – rappresenterebbe il colpo di grazia e per questo chiediamo a tutti i senatori eletti nei nostri collegi di far sentire forte la loro voce di dissenso, in difesa della terra in cui sono nati loro stessi, i loro genitori e i loro nonni, i loro figli. Diversamente faremo conoscere alla popolazione chi si è sottratto a questo dovere morale". 

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