Matteo Salvini e Antonio Tajani (Ansa)

La proposta

Salvini punta su un condono per le irregolarità edilizie. Tajani: "Solo per le piccole infrazioni"

Redazione

Al governo servono risorse per la manovra e si riapre il capitolo delle sanatorie. "Lo stato incassa e i cittadini possono tornare nella disponibilità piena del proprio bene", dice il leghista. Fredda la reazione di FdI, Forza Italia limita il campo del provvedimento

Servono risorse per la prossima manovra e, mentre i tre partiti di governo (lo stesso ministro dell’Economia) si sono ormai convinti che per avere lo spazio necessario, portando il deficit oltre il 4 per cento, serve una deroga al vecchio Patto di stabilità, torna l'idea di un condono, dedicato questa volta all'edilizia. Un altro modo, dopo la pasticciata tassa sugli extraprofitti delle banche, per cercare di recuperare risorse. 

 

Nello stesso solco si inserisce uno degli articoli contenuti nella bozza del decreto legge energia che sarà oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri, con il quale l'esecutivo dà la possibilità a coloro che hanno commesso una violazione relativa a scontrini e fatture, fra il primo gennaio 2022 e il 30 giugno di quest'anno, di mettersi in regola pagando però multe ridotte. Si tratta di una misura su cui i tre principali partiti di opposizione si trovano d'accordo. 

L'idea di un condono per i piccoli abusi edilizi invece arriva dalla Lega. Sabato Matteo Salvini ne aveva parlato a un convengo di Confedilizia: "Lo dico senza ipocrisia: ci sono problemi di bilancio? Ci sono alcune centinaia di migliaia di piccole irregolarità architettoniche, edilizie e urbanistiche che stanno intasando gli uffici tecnici dei comuni di mezza Italia? Sì, e allora non sarebbe più saggio per quelle di piccola entità andare a sanare tutto quanto?", si è chiesto, ha chiesto, il ministro delle Infrastrutture. Per poi dare e darsi una risposta: "Lo stato incassa e i cittadini possono tornare nella disponibilità piena del proprio bene: penso che sia un ragionamento su cui andare avanti con coraggio fino in fondo". Una proposta che ha suscitato le prevedibili proteste delle opposizioni, ma anche una reazione non troppo entusiasta da parte di Fratelli d'Italia. 

Sul tema è intervenuto anche Antonio Tajani che ha invece aperto alla possibilità del condono, specificando tuttavia (al Corriere della Sera) che "si potrà trovare un sistema per sanare piccole infrazioni — penso a una finestra larga 80 centimetri quando dovrebbe essere 60, non certo a chi ha costruito un piano abusivo nella sua casa — allora potremo verificarne la fattibilità". Nessuna sanatoria sulle grandi opere, insomma, è il punto di vista del leader di Forza Italia. 

Parole simili sono arrivare anche Maurizio Lupi, che si è detto pronto a "valutare la sanatoria di piccole irregolarità, e lo faremo quando si entrerà nel merito dei provvedimenti". Ma capo politico di Noi moderati ha anche aggiunto che la sua forza politica "è contaria ai condoni, perché il nostro obiettivo è riformare la macchina dello Stato e migliorarne la qualità, non fare operazioni di piccolo cabotaggio". 
 

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