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l'incontro

Fitto vola a Bruxelles per trattare sulle modifiche del Pnrr: in ballo la quarta rata da 16,5 miliardi

Francesco Bercic

Il ministro incontrerà oggi Celine Gauer, capo della Task force sul Recovery, per verificare la revisione del piano. L'ok della Commissione è preliminare alla richiesta della quarta rata

Mentre è atteso a breve il bonifico della terza rata, inizia oggi una una nuova fase del Piano di ripresa italiano, con la Commissione europea chiamata a valutare la richiesta di revisione presentata dal governo: a Palazzo Berlaymont, Raffaele Fitto incontrerà Celine Gauer, la funzionaria francese a capo della Task force sul Recovery, dando così l’avvio a un confronto di cui è difficile stimare la durata. Al centro ci sono ben 144 progetti e le riforme complessive sui quali l’esecutivo italiano ha chiesto di poter intervenire con alcune modifiche rispetto al progetto iniziale.

Fonti della Commissione si dicono fiduciose che tutto fili liscio, anche perché la revisione del piano è stata seguita con attenzione dai tecnici di Bruxelles. Il via libera servirà a sbloccare la quarta rata da oltre 16,5 miliardi, attesa auspicabilmente entro la fine dell'anno.

La proposta inviata da Fitto prevede di integrare nel Piano di ripresa gli investimenti per la transizione energetica (il RepowerEu), escludendo dai fondi europei una serie di progetti che coinvolgono in particolar modo i comuni. Per ottenere il semaforo verde della Commissione è necessario dimostrare che quei progetti presentino, oggettivamente, delle difficoltà: proprio su questo si gioca la partita del ministro degli Affari europei che si apre oggi a Bruxelles. Una delle carte nelle mani di Fitto è già stata scoperta: il tentativo del governo è spiegare che gli interventi, a livello di comuni, presentino un “profilo problematico” nel monitoraggio. Non è detto però che la Commissione la ritenga una giustificazione sufficiente, quantomeno – visti anche i tempi di revisione della terza rata, bloccata per mesi sul singolo nodo degli studentati – non è detto che lo faccia in tempi rapidi. “I dati che cominciano ad affluire sono positivi e confortanti”, ha commentato ieri Fitto a margine del Forum Ambrosetti.

“Tutti si concentrano su questa pseudo-polemica con i comuni e pochi si concentrano per esempio su un elemento fondamentale della revisione del Pnrr che è quella del RepowerEu”, ha poi aggiunto il ministro. Ai sindaci, che in più occasioni hanno cercato di scoprire che fine faranno i progetti cancellati da Palazzo Chigi, il governo ha sempre dato la stessa risposta: si attingerà ai fondi europei di sviluppo e coesione e al Piano di riforme complementari, cioè a risorse nazionali.

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