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Il sondaggio

Effetto Putin, Lega e M5s continuano a perdere voti. E l'esercito europeo piace agli italiani

Redazione

Fratelli d'italia ancora primo partito, seguito dal Pd. Crescono i partiti che hanno mostrato maggior fermezza nel condannare la Russia. Il Carroccio e i grillini pagano le incertezze di questi giorni (e degli scorsi anni). E intanto l'idea di una difesa comune prende quota

Le indecisioni sulla Russia, un passato recente incerto - per usare un eufemismo - presentano il conto a Lega e Movimento 5 stelle che perdono ancora consensi.  Preferenze che si spostano su quei partiti che invece hanno mostrato maggiore compattezza rispetto agli eventi ucraini. Una conferma che arriva dall'ultimo sondaggio Swg: il Carroccio si attesta al 17 per cento delle preferenze, ma perde lo 0,2 rispetto a una settimana fa (quando risultava ancora in calo dello 0,2 per cento sulla rilevazione precedente). Allo stesso modo scendono i grillini, stimati al 12,6 per cento: in questo caso l'emorragia di consensi arriva fino allo 0,4 per cento rispetto a sette giorni prima.

 

Possono sorridere invece Giorgia Meloni ed Enrico Letta. Fratelli d'Italia continua ad essere primo partito in Italia e in crescita, con il 21,5 per cento delle preferenze e un più 0,2 per cento nel confronto con il 28 febbraio. Insegue subito dietro il Pd con il 21, 2 per cento (e un + 0,1 per cento). Probabilmente, almeno in questa fase, paga aver mostrato una condanna ferma dell'invasione dell'Ucraina, senza nascondersi dietro posizioni ambigue e senza, per esempio, aver paura di nominare Vladimir Putin come responsabile principale della guerra. Come è accaduto più volte, nei giorni scorsi, a Matteo Salvini in difficoltà nel pronunciare chiaramente il nome del presidente russo. Cresce anche Forza Italia che di tutti i partiti è quello che sale in maniera più significativa: arriva all'8.1 per cento, mezzo punto in più in una settimana.

 

Le guerra in Ucraina, la difesa comune e l'Unione europea

I sommovimenti nei partiti e le relative indicazioni, trovano conferma anche nell'atteggiamento dell'opinione pubblica rispetto al ruolo dell'Europa nel conflitto. Così un italiano su cinque è molto d'accordo con la creazione di un esercito europeo, a cui si somma un 37 per cento abbastanza d'accordo, per usare la terminologia del sondaggio Swg: nel complesso dunque il 57 per cento dei cittadini è favorevole alla difesa comune, un dato che sale dell'11 per cento rispetto alla stessa indagine condotta nel 2019. All'opposto, si trova un 27 per cento che è poco o per nulla d'accordo con la creazione di una forza europea unica. 

 

Contestualmente, gran parte degli italiani chiedono anche un ruolo attivo dell'Unione europea sul fronte diplomatico, uno sforzo che però deve essere raccolto intorno a una posizione quanto più possibile univoca. Il 65 per cento degli intervistati vorrebbe infatti che l'Ue agisse in maniera unitaria, in rappresentanza di tutti gli stati membri. Una posizione che si differenzia all'interno dei singoli partiti: la pensano così il 90 per cento degli elettori dem, il 70 per cento di quelli grillini mentre per Lega (57 per cento) e FdI (52 per cento) la convinzione è più sfumata.

Il 16 per cento degli italiani preferirebbe invece che gli stati agissero in maniera indipendente, dopo essersi confrontati tra loro. Una percentuale che scende ulteriormente fino all'8 per cento, considerando l'opinione di chi vorrebbe una gestione del tutto autonoma, bilaterale e basata esclusivamente sull'interesse particolare, da parte di ogni nazione nel trattare con Putin. Infine, l'11 per cento non prende posizione. 

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