"Meglio tardi che mai". Le reazioni politiche alla lettera di scuse del ministro Di Maio

Redazione

Dopo il dietrofront del ministro grillino sulla gogna. "Se il M5s cambierà la differenza si vedrà tutta qui: sul garantismo e sul rispetto dello stato di diritto"

 Dopo la notizia dell'assoluzione in appello di Simone Uggetti, ex sindaco Pd di Lodi, nel processo per il “caso piscine”, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel suo intervento sul Foglio scrive che "una cosa è la legittima richiesta politica, altro è l'imbarbarimento del dibattito, associato ai temi giudiziari" e ammette di avere contribuito anche lui, con il M5s, "ad alzare i toni e a esacerbare il clima", citando il caso del sindaco di Lodi.

 

 

"Sul caso Uggetti fu lanciata una campagna social molto dura a cui si aggiunse il presidio in piazza, con tanto di accuse alla giunta di 'nascondere altre irregolarità' - prosegue - Ironia della sorte, quando terminai il mio comizio in piazza a Lodi, poche ore dopo, i media diedero notizia di un procedimento giudiziario per abuso di ufficio a carico di Filippo Nogarin, allora sindaco M5s di Livorno". Il ministro degli Esteri dice di averci scritto questa lettera "perché è giusto che in questa sede esprima le mie scuse all'ex sindaco di Lodi e rivolga a lui e alla sua famiglia i migliori auguri per l'esito di un caso giudiziario nel quale il dottor Uggetti, con forza, tenacia e dolore è riuscito dopo anni a dimostrare la sua innocenza".

 

E da questa mattina, sul tema, stanno arrivando molte reazioni politiche.

 

  

"Cinque anni dopo Di Maio si scusa. Pubblicamente", scrive su Twitter il leader di Italia Viva Matteo Renzi. "Creando un 'clima infame' hanno vinto le amministrative 2016. Ma adesso si scusano, segno che qualcosa sta davvero cambiando. Meglio tardi che mai".

 

 

"Non posso essere accusato di simpatie verso Luigi Di Maio, ma la lettera che ha scritto al Foglio è un grande passo avanti. E occorre riconoscerlo", scrive sul suo profilo Twitter il ledaer di Azione Carlo Calenda

 

 

Anche il deputato Pd Andrea Romano, portavoce di Base riformista, dice "Bravo Di Maio a scusarsi con Uggetti e a condannare ora e per sempre 'l’uso della gogna come strumento elettorale'. Se M5s cambierà - e dobbiamo augurarcelo - la differenza si vedrà tutta qui: sul garantismo e sul rispetto dello Stato di diritto".

 

   

"Con una doverosa, tardiva, non scontata lettera di scuse per la gogna mediatica su cui il Movimento 5 Stelle ha costruito una carriera, Di Maio, tra le altre cose, evidenzia come la leadership non sia prendere il cartellino e aspettare il proprio turno quando sarà", aggiunge il dem Filippo Sensi.

 

   

Guido Crosetto cita Eduardo De Filippo, nella commedia Il Sindaco del rione Sanità: “Un uomo è veramente tale, quando sa fare anche marcia indietro.”  E aggiunge: "La differenza tra chi lo è e chi no, si può notare, sulla vicenda Uggetti, tra Di Maio e Toninelli".
L'ex ministro dei Trasporti infatti non ha ammesso di essersi sbagliato né chiesto scusa.

 

 

Gennaro Migliore prende atto delle scuse e della novità. E chiede una dimostrare tutto ciò sulla riforma della giustizia

 

 

Per Dario Nardella quello di Di Maio è "un gesto coraggioso e non scontato. Mi auguro che in molti lo seguano. Mai più gogne mediatiche e politiche per una vera cultura della legalità".

 

"Nessuno potrà risarcire l'ex Sindaco di Lodi per quello che ha perso e sofferto, oggi però le scuse di Di Maio sono un fatto politicamente rilevante. In politica a volte si matura e si cambia e questo è quello che mi auguro avvenga per i 5 stelle", così sulla sua pagina Facebook scrive Alessandro Alfieri, senatore Pd e coordinatore nazionale di Base Riformista, che ai tempi dell'arresto di Simone Uggetti era segretario regionale della Lombardia.
 

 

Renato Schifani, senatore di Forza Italia e consigliere di Silvio Berlusconi, si augura "che le pubbliche scuse del ministro Di Maio siano un ravvedimento politico pieno, serio e duraturo, capace di far rientrare il dibattito sulla giustizia, ivi compreso quello sulla prossima riforma, nell'alveo dei principi costituzionali".  Anche perché, continua l'esponente azzurro, "l'evoluzione di una forza che ha alimentato e incoraggiato i peggiori sentimenti giustizialisti, facendone il suo cavallo di battaglia, è più che auspicabile. È un percorso di maturazione che metterebbe in discussione l'essenza stessa del grillismo ma che renderebbe un buon servizio alla nostra democrazia''.

 

Apprezzamento per la lettera di Di Maio anche da parte del senatore Pd Andrea Marcucci, secondo cui "Le scuse per l’incredibile sciacallaggio sono un fatto. Ora spero che la posizione del M5S nel suo complesso sul capitolo giustizia diventi più equilibrata e garantista. Mai dire mai: in politica, la maturità si acquisisce crescendo. Comunque bene Luigi Di Maio". 


Simona Malpezzi, presidente dei senatori Pd, considera il gesto del ministro degli Esteri "un bel segnale di svolta per un M5S che sceglie di mettere al centro le garanzie costituzionali e non il giustizialismo. Noi difenderemo sempre lo stato di diritto"
 

 

"Benvenuto tra i garantisti", scrive su Twitter il senatore Pd Tommaso Nannicini commentando la "nuova conversione di Di Maio. Scopriamo che il giustizialismo grillino era sbagliato".
 

 

"Addio al giustizialismo? Sblocchi la riforma Cartabia": sono le parole di Andrea Cangini, senatore di Forza Italia, che dopo la lettera di scuse chiede a Di Maio un ulteriore passo in avanti sulla giustizia. 

 

Le scuse di Luigi Di Maio "sono sicuramente un gesto apprezzabile che ripudia il metodo della gogna giacobina su cui il Movimento cinque stelle ha costruito le sue fortune". Lo dice in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini. "Ora ci aspettiamo un comportamento conseguente, in Parlamento e nel Paese, e la riforma della giustizia e' l'occasione per dimostrare che siamo di fronte a una svolta autentica. Ne guadagnerebbe il confronto politico e la qualita' della democrazia"

 

Sulla stessa linea anche il presidente dei senatori di Italia viva, Davide Faraone, per cui "le scuse di Di Maio sugli anni giustizialisti e manettari del M5s sono un fatto importante da valorizzare. Alle parole seguano i fatti".

 

"Sono contento che tu, caro Di Maio, abbia cambiato idea e sia arrivato alle nostre stesse conclusioni. Mi chiedo solo se non sia troppo tardi. Ma - come dice il detto popolare - meglio tardi che mai!": è il commento di Roberto Occhiuto, capogruppo FI alla Camera.

 

Per Elio Vito, deputato forzista e ministro per i rapporti con il Parlamento tra il 2008 e il 2011,  "la lettera al Foglio è molto importante e sarebbe sbagliato non riconoscerlo. È ora di tornare ad una politica fatta di rispetto reciproco e che non scagli anatemi. Ed occorre recuperare una concezione per la quale legalitarismo e garantismo sono la stessa cosa, perché il rispetto della legge, presuppone il rispetto delle garanzie e delle regole. La pianta velenosa del giustizialismo ha infestato la politica italiana in questi anni. È venuto il momento, per tutti, davvero per tutti, a destra, sinistra e centro, di estirparla definitivamente".

 

"Mai più gogna mediatica, cieco giustizialismo, presunzione di colpevolezza. Mai più monetine lanciate come pietre d'ingiustizia, come dardi avvelenati", è il pensiero del senatore Gianni Pittella, capogruppo Pd in commissione Finanze. "Do atto a Luigi Di Maio che oggi ritrova la via della civiltà del diritto e della Costituzione - continua il senatore - Non è normalizzazione ma civilizzazione della vita pubblica e delle istituzioni".

 

"Dopo 5 anni, Di Maio con una lettera al 'Foglio' chiede scusa per il massacro mediatico contro il Pd e Renzi orchestrato dal Movimento 5 stelle nel 2016 (alla vigilia delle amministrative di Roma e Torino) sul caso Uggetti, il sindaco di Lodi accusato e addirittura arrestato ingiustamente. Ma quanti altri anni dovremo aspettare per leggere le altre lettere di Di Maio, ad esempio sul caso della Fondazione Open?". Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi

 

"Un incredibile e positivo passo avanti rispetto alla spregiudicata gogna forcaiola praticata dal M5S": è la reazione del vicepresidente dei deputati di Forza Italia, Simone Baldelli che affida a twitter le sue considerazioni sulle scuse di Di Maio.

 

"Troppo facile chiedere scusa ad Uggetti, cosicché il Pd possa considerare chiuso l'incidente. Quello dell'arresto del sindaco di Lodi era il periodo della Guidi (inchiesta di Basentini poi finito al Dap con Bonafede) del massacro mediatico alla Boschi, dell'attacco quotidiano ad un governo, ad un premier ed al suo entourage. Di Maio riconosca questo, faccia autocritica per aver creato questo tiro al bersaglio non certo casuale: poi ne riparliamo". Lo dichiara in una nota Enrico Costa, deputato e responsabile Giustizia di Azione. 

 

"Non è mai tardi per chiedere scusa. Quindi ben venga se finisce cosi un periodo che il M5s ha alimentato in modo vergognoso non solo su Uggetti. Ma essere garantisti non è un cappotto che metti e togli a seconda della moda. Se Di Maio vuole indossarlo ben venga, ma attenzione: non è a la carte". Lo dice all'Adnkronos la giornalista Gaia Tortora, figlia di Enzo Tortora, vittima perseguitata dalla giustizia. E non ha dubbi: "Forse Di Maio avrebbe dovuto aggiungere altri casi nella lettera a Il Foglio ed il Pd, che il ministro degli Esteri ha tolto d'impaccio sul tema giustizia sempre scomodo e toccato con le pinze dai dem, se c'è dovrebbe battere un colpo. Tanto più che Uggetti si sarebbe aspettato qualcosa anche dal suo partito, mentre non c'è stata una sola parola in questi giorni. Tutto lascia pensare ad una mossa politica". 

 

Un disegno preciso frutto di un mero calcolo politico, secondo Tortora: "È molto strano che adesso il ministro degli Esteri si ricordi di chiedere scusa, come è strano che subito dopo Conte definisca virtuoso il suo gesto. Perché proprio adesso individuare il danno enorme che ha fatto il Movimento? Quanti casi ci sono stati di persone innocenti messe alla gogna, infangate dai 5s in modo vergognoso ed a cui nessuno ha chiesto scusa? E a Di Maio dico e domando: il garantismo è qualcosa che si ha dentro. Ben venga tutto. Ma Uggetti è stato colpito nell'animo. Distrutto. Che ne pensano gli altri 5 Stelle? La Taverna? La pensano come Lei?". 

 

De Luca: "Ci volevano 10 anni per capire che un cittadino va rispettato fino a sentenza definitiva?"

 

"Ho visto che l'onorevole Luigi Di Maio ha chiesto scusa al sindaco di Lodi che è stato messo in galera, è stato massacrato dai 5 Stelle e da tanti organi d'informazione, gli hanno rovinato la vita e dopo 5 anni è risultato innocente. Apprezzo sinceramente quello che ha detto e che abbia chiesto scusa, ma ci volevano 10 anni per capirlo?". Così il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso di una diretta Facebook. "Ci volevano 10 anni per capire che un cittadino va rispettato fino a sentenza definitiva e che nessuno ha diritto di massacrare una persona per fare speculazione politica e sciacallaggio? Si tratta di un piano completamente diverso, nessuna confusione, ma mi è sembrato di ascoltare quelli delle Brigate Rosse che dopo 30-40 anni dicono 'ci siamo sbagliati'. Ci sono voluti 40 anni per capire che sparare a freddo a un padre di famiglia è un atto di bestialità senza alcuna motivazione ideologica?".

Secondo De Luca "abbiamo alle spalle anni di barbarie, si sono divertiti tutti i frustrati di questo Paese, quanti ne abbiamo trovati anche nel mondo dell'informazione. Com'era bello aggredire chi aveva una responsabilità pubblica. E' diventato lo sport più diffuso in Italia fino ad arrivare al punto che, continuando così, non ci sarebbe stata più nessuna persona perbene disposta a prendersi responsabilità pubbliche e a candidarsi, e che avremmo avuto nelle istituzioni solo incompetenti o ignavi. Queste vicende - ha concluso. De Luca - ci devono rendere prudenti, maturi e civili".

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