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“Gli avversari di Salvini devono trovare una via diversa da quella giudiziaria per combatterlo”

“Il segretario della Lega vuole dimostrare che la sicurezza dell'Italia è incompatibile con lo stato di diritto”. L'intervento di Claudio Cerasa ad Agorà. Che cosa serve per governare l'immigrazione e non per respingerla

30 Luglio 2020 alle 15:29

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“Mi auguro che Salvini non vada a processo”, dice il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, ospite di Agorà su Rai 3, “ma non penso sia uno scandalo se si voterà sì all'autorizzazione a procedere. Perché in questo caso non c'è accanimento, né volontà di fare politica attraverso le procure. C'è la presa d'atto di un atteggiamento politico preciso espresso da Salvini: l'idea – rivendicata dal segretario leghista – che i voti ricevuti ti permettano di considerarti al di sopra della legge”.

 
Leggi l'articolo di oggi di Claudio Cerasa

Il vero processo che serve su Salvini

Si può governare l’immigrazione rispettando lo stato di diritto. Si può proteggere l’Italia senza opporre sicurezza e umanità. Perché i partiti che vogliono archiviare il trucismo salviniano possono trovare alternative diverse dalla via giudiziaria

 

“Invece - prosegue Cerasa – c'è un principio importante che dovrebbe costituire il vero processo politico a Salvini. Quando si parla di diritto del mare ci sono alcuni doveri a cui gli stati devono adempiere. Salvini sta cercando di dimostrare anche in queste ore che la sicurezza dell'Italia è incompatibile con lo stato di diritto, con il diritto del mare, e con l'umanità. Un atteggiamento controproducente anche per l'Italia, che non ha bisogno per gestire e governare l'immigrazione ha bisogno di più integrazione, solidarietà, presidi europei. Salvini ha provato a instillare meccanismo diverso: non volere governare l'immigrazione ma respingerla. Mi piacerebbe che chi combatte Salvini trovasse una via diversa a quella giudiziaria per combatterlo attraverso la via politica”.

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • gdaines

    30 Luglio 2020 - 19:16

    Il problema è che in Italia non esiste una via diversa da quella “giustizialista” giudiziaria. La “via politica” è stata smarrita da tempo e ciò per colpa di politici cialtroni, ipocriti è assolutamente incapaci di gestire problemi e situazioni problematiche. Oggi si manda a Processo Salvini pensando di “lavare” giudiziariamente le proprie coscienze da quegli atti irresponsabili che un governo e non un singolo ministro ha commesso! Anziché farsi carico di un giudizio politico il parlamento ha scelto proprio la via giudiziaria quella che oggi, grazie a Palamara, non è sicuramente una strada piana e priva di conflitti! Molti parlamentari fintamente perbenisti gioiranno per il rinvio a processo di Salvini dimenticando però che hanno “perso” l’ennesima battaglia politica e creato un nuovo “martire”..,

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  • joepelikan

    30 Luglio 2020 - 19:07

    Lei sbaglia. Non è che i voti ricevuti pongono qualcuno al disopra della legge. È che votare centrodestra è inutile perche le Toghe Rosse lo rendono inutile. Mi chiedo se in queste condizioni abbia senso considerarsi parte del patto sociale o questo non debba essere considerato decaduto.

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  • Giovanni

    30 Luglio 2020 - 18:44

    Temo che la frittata sia ormai fatta. Salvini che nei sondaggi stava arretrando sarà, grazie alla mandata in giudizio, considerato un martire e posso sbagliarmi, ma credo che la Lega tornerà immediatamente al 33%.

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  • Andrew

    Andrew

    30 Luglio 2020 - 18:09

    Invece di pensare sempre a Salvini, pensi al Suo Giuseppi che continuando colpevolmente a spacciare i contagi per la malattia, quest’ultima sempre considerata mortale dagli utili idioti di regime, essi stanno preparando la strada per un tale, nefando scopo liberticida. A questo punto mi aspetto soprattutto dall’opposizione, ma anche dalla componente più responsabile della società italiana, una forte, decisa e civile reazione a questo incredibile stato di fatto. Uno stato di grande emergenza democratica che neppure durante gli anni bui del terrorismo aveva raggiunto le attuali dimensioni. Il rischio è che, quando tra pochi mesi il Paese dovrà affrontare i grandi problemi sociali ed economici causati dal lockdown, chi governa ne approfitterà ulteriormente per utilizzare la leva dei pieni poteri, questi si caro Cerasa ed elefantini vari, conferiti da una perenne condizione emergenziale. Con questa gente oramai c’è da aspettarsi di tutto. Altro che Truce|

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