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L'unico sconfitto, nell'accordo sul Recovery fund, è chi odia l'Europa

Il risultato del vertice non è una vittoria di Giuseppe Conte ma un successo dell'Ue. Il direttore del Foglio a Quarta Repubblica

22 Luglio 2020 alle 12:54

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Come è uscita davvero l'Italia dal summit europeo sul Recovery fund? Ha “vinto” Rutte oppure Conte? Il 20 luglio 2020 a Quarta Repubblica il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, e Daniele Capezzone si sono scontrati sui risultati del Consiglio europeo straordinario.

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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Commenti all'articolo

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Luglio 2020 - 16:03

    Al direttore - Nessuno, leggende metropolitane a parte, odia l'Europa. Nel caso, Grillo e i parlamentari 5S sarebbero gli odiatori nativi, autentici. Ah, memoria mia, fatti capanna. Non siamo alla divisione tra Nato e Patto di Varsavia. Attualmente l'acerrima contesa è tra i gestori dell'informazione, in ogni senso. Il tempo reale, la globalizzazione delle tecnologie, hanno trasformato la "politica" in un immenso gossip planetario. Non è una critica, solo una constatazione. Si fa peccato ad essere coscienti delle nuove regole del gioco? Ogni epoca ha avuto le sue.

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