Una poderosa alleanza regionale\1

"Riproviamoci. Uniti nuovamente". L'Umbria come non fallimento. Parla Bianconi

Carmelo Caruso

Il candidato sconfitto alle regionali sprona Pd e M5s a riproporre l'alleanza. Anche in Puglia. Dimenticate i sondaggi e la foto di Narni

Riproviamoci! Nuovamente insieme. In Umbria non ce l’abbiamo fatta, ma in Puglia possiamo riuscirci così come nelle Marche e in Liguria. Si può fare”. E se si perde ancora una volta? “Non perde il governo, a perdere è sempre il candidato locale. Ho perso io, non ha perso Giuseppe Conte”. Che fantastica occasione ha forse perso l’Umbria…

 

E’ candido come il cognome che porta, non ha sassi da togliere, non ha responsabilità da scaricare: “Sia Pd che M5s mi hanno aiutato in quella difficile campagna elettorale. Non si sono tirati indietro”. Vincenzo Bianconi dice dunque che fare il candidato unitario giallorosso è stato “meraviglioso” e che oggi sta “vivendo una nuova vita da consigliere regionale. Ci provo”. Non conosciamo altri candidati (al momento) usciti migliorati dalla sconfitta.

 

“E però, adesso non bisogna più perdere”. Ma Pd e M5s, dopo la sua esperienza, non vogliono più allearsi. Che si fa? “Non fatemi parlare come un vecchio politico anche perché rimango un imprenditore. Si fa così…”. Con tutto l’ottimismo, che in questa regione e in queste valli deve essersi concentrato, Bianconi racconta che l’Umbria non è stata un disastro come si crede, ma un esperimento sabotato dalla fretta: “La nostra era una missione impossibile. Non abbiamo avuto il tempo di raccontare il nostro programma. Io sono certo. Con più tempo avremmo visto un altro film”. Non vuole sbianchettare la storia recente, ma, come gli storici della scuola degli Annales, afferrarla e scriverla rovesciando il cannocchiale.

 

“Lo so pure io che gli elettori non ci hanno premiato, ma il programma era innovativo e illuminato e sa per quale ragione? Perché alla sapienza amministrativa del Pd si è aggiunta la visione di futuro dei 5s, ragazzi preparatissimi”. Non è che adesso esagera? “No, non esagero affatto. Voglio contribuire a smitizzare questo luogo comune. Io non so se la vecchia guardia fosse ideologica. Non li conosco, ma parlo per quelli che ho avuto modo di frequentare. Il M5s sull’etica non scende a compromessi, rimane rigido, ma su tutto il resto si confronta e accetta perfino di cambiare posizione, cambiare idea”.

 

Rivela che da quando Donatella Tesei è governatrice, Pd e M5s tengono “interessantissime riunioni di minoranza”. Garantisce che non finiscono con i piatti rotti. “Per carità, può accadere che i toni si accendano, ma su tutto il resto facciamo sintesi. In Thomas De Luca, candidato sindaco di Terni per il M5s, sconfitto pure lui, ho trovato uno dei consiglieri regionali più preparati. Sono ragazzi che approfondiscono. Non sono più quelli dei “no” a prescindere”. In Puglia hanno però già detto “mai” a Michele Emiliano. Nelle Marche - lo scriveva il Corriere Adriatico, in uno sfizioso articolo da strapaese – i due candidati in pectore di Pd e M5s si spediscono sms per avvicinarsi, ma non sapendo come fare, uno copia il testo dell’altro e il messaggio è fermo al “ciao”.

 

Per Bianconi è perfino possibile (“Con un po’ di tenacia”) mettere insieme un diavolaccio come Emiliano con Antonella Laricchia che è la più fiera avversaria di Emiliano. Non è più facile trovare un accordo con i paesi frugali e con l’Olanda piuttosto che far sedere al tavolo loro due? “Sono entrambi politici navigati. Se non partono dalla poltrona, credeteci, tutto è realizzabile”. Anche la foto di Narni, per Bianconi non è il poster dei perdenti. Rivendica pure quella? “Era la foto del governo unito. Non è stato un errore scattarla. Ed è il momento di smetterla, pensare che le sconfitte di un territorio debbano terremotare il governo. E’ un modo di leggere sbagliato”.

 

Non ditelo a Matteo Salvini. “Ma in Umbria cosa ha fatto? A parte i suoi show, dopo non si è più visto”. Non è che pure lei vede M5s e Pd sciogliersi in un grande contenitore progressista? Qualcuno pensa che siano destinati alla fusione… “Il mio suggerimento è: alleanza stabile senza annacquarsi”. E se la temperatura si alza troppo e i due elementi si fondono? “Sa qual è il vero problema? I sondaggi. Guardando le percentuali, ogni partito teme di perdere consenso. Non è sempre così. Non dividiamoci. Lo dico io che ho perso le elezioni, ma che non ho perso tempo quando ho deciso di provarci”.

 

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