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“Dire che la Dc è il partito della mafia significa infangare anche Mattarella”

L'ultima puntata della trasmissione Atlantide torna sul tema della Trattativa e lancia accuse a Bruno Contrada: “Tradì Falcone”. Paolo Cirino Pomicino: “Un programma vergognoso, un grave esempio di disinformazione”

21 Maggio 2020 alle 20:07

“Dire che la Dc è il partito della mafia significa infangare anche Mattarella”

Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (foto LaPresse)

È trascorso poco più di un mese da quando la Corte d’Appello di Palermo ha stabilito, per l’ingiusta detenzione di Bruno Contrada, un risarcimento di 667 mila euro. Ma questo non ha scoraggiato i suoi detrattori che tornano a scagliare nuove e infamanti accuse contro l'ex dirigente del Sisde. Mercoledì il giornalista Saverio Lodato, per trent’anni corrispondente dell’Unità da Palermo, ha raccontato alla trasmissione Atlantide di Andrea Purgatori, su La7, che subito dopo l’attentato all’Addaura nel giugno 1989, il giudice Giovanni Falcone gli avrebbe confidato off the records di avere sospetti su “menti raffinatissime” all’interno delle forze dell’ordine che lo avrebbero tradito. Fece il nome di Contrada, facendosi garantire dal giornalista che non lo avrebbe riferito pubblicamente. E lui, a soli 31 anni di distanza, ha deciso di rompere quel patto.

 

La testimonianza di Lodato ha rappresentato il perfetto compimento di una puntata che, grazie ai contributi dell’ex pm Antonio Ingroia, dei giudici Alfredo Morvillo e Nino Di Matteo, ha rilanciato il solito copione della Trattativa Stato-mafia, insistendo sull’equivoca colpevolezza di personaggi che la giustizia ha sempre assolto e presentando, tra le altre cose, la Democrazia cristiana come il partito di Cosa Nostra.

 

“Io non posso che definire quel programma una vergogna, un grave esempio di disinformazione” racconta con voce grave al Foglio Paolo Cirino Pomicino, deputato di lungo corso della Prima Repubblica e ministro del Bilancio e della programmazione economica nel settimo governo Andreotti, tra il 1989 e il 1992. “Nel servizio si sostiene che la Democrazia cristiana, nell’ambito del Maxi processo intentato da Falcone e Borsellino, non sia riuscita a tutelare i suoi vecchi amici, che sarebbero i boss. Questa non solo è un’offesa, ma significa non conoscere la storia. Perché se il maxiprocesso si è concluso lo si deve al governo Andreotti, in particolare al decreto Andreotti-Vassalli, che nel settembre dell’89 aumentò la custodia cautelare per gli imputati di criminalità mafiosa, da uno a due anni. Lo facemmo di corsa perché una parte dei boss mafiosi stava per uscire per decorrenza dei termini”. Volendo usare una metafora ornitologica, “sarebbero diventati come uccelli che volano via, facendo perdere le loro tracce”. All’epoca Luciano Violante, vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera, e l’intero gruppo del Partito comunista votarono contro in Parlamento. “Secondo questa logica cosa ne dovremmo dedurre, che fossero loro i referenti della mafia? Ho capito che un giornalista dell’Unità resta sempre un giornalista dell’Unità, ma se il comunismo internazionale è crollato non è colpa dei democristiani. Tutt’al più, è un merito”.

 

Pomicino si concentra poi sul vizio, annoso, di tirare in ballo le più alte cariche istituzionali del paese in strane ed equivoche sortite sulla ricerca di verità “oltre quella giudiziaria”. Proprio ieri Matteo Renzi a margine del voto sulle mozioni di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in Senato, ha voluto ricordare l’inopportunità di chiamare a testimoniare, nel processo sulla Trattativa, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Beh, basti pensare che negli anni di cui si occupa la trasmissione il commissario provinciale della Dc a Palermo era l’attuale presidente Mattarella. Questo è l’ordine di gravità della faccenda, per cui forse servirebbe una commissione d’inchiesta parlamentare”, rilancia il politico campano. Proprio oggi, parlando all’Adnkronos, Contrada ha detto di sentirsi “massacrato” e che nessun risarcimento monetario lo ripagherà di 8 anni della sua vita andati perduti. Cosa ne pensa? “Mi domando perché, anche da parte degli intellettuali di questo paese, non ci sia più nessuna indignazione. Ma insomma lo volete capire che se uno viene condannato per un reato che non esiste è una cosa gravissima?”.

Luca Roberto

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Commenti all'articolo

  • Carlo6

    22 Maggio 2020 - 11:52

    Quello che il popolo vede è, che da sempre, sempre sulla mafia non cambia mai niente. E’ quindi normale pensare, facendo un po di storia, che finita la guerra e con un partito comunista di milioni di votanti nel contesto della guerra fredda, vi sia stato un avvicinamento ad ambienti che da sempre sono dentro il tessuto territoriale e al servizio di azioni giustificate dal contesto. Vedi il bandito Giuliano e via via altri personaggi collusi e ammazzati a mo di esempio. Come del resto sia normale che dentro l’insieme vi siano uomini degni e uomini indegni di rappresentare le istituzioni e quindi lo stato. Se poi persone del sistema accusate e rinviate a giudizio vengano assolte, visto il contesto e nel contesto, lasciano sempre quel non so che di melanconia e apatia fine a se stessa. Se la mafia e similari sono li sul territorio oramai nazionale, vivi e vegeti, un motivo ci dovrà pur essere ed il dubbio non è vizio ma una normale mainfestazione dell’ovvio.

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  • luigi.desa

    22 Maggio 2020 - 09:37

    Andrea Purgatori regista di spettacoli comici ha portato in cronaca giudiziari il modello me.too,facendo dire ad un giornalista dopo 30 anni suonati che Contrada ha toccato appunto 30 anni fa il sedere di Falcone.

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  • luigi.desa

    22 Maggio 2020 - 09:17

    Si sa ,Andrea Purgatori(o ) è un grande inventore di storie strane,ma lui si ritiene grande giornalista e pure di inchiesta.

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  • vincenzoditolve@gmail.com

    vincenzoditolve

    22 Maggio 2020 - 07:41

    Bau! Bau! Bau! E che cchezz, lasciate lo scranno e si va al voto, no? Oramai, Giustizialisti, Dj, Bibitaro, Azzeccagarbugli e Giustizialisti alla riscossa con Bandiere Rosse e Tricolore lacerato, e chi dovrebbe tutelare la Costituzione non applica l'Art. 70, e lascia un Dj che scardina la Giustizia, dopo migliaia di processi costati miliardi di euro per dare Giustizia alle vittime, li scarcera dai super Boss a e Criminali percepiscono persino il Reddito di Cittadinanza, e dopo molti morti, e morti di fame letteralmente di famiglie che non hanno più un lavoro: e come il Governo Monti-Napolitano avverranno di sicuro altri suicidi, mi chiedo è possibile che non esiste un Giudice a Berlino? Un Ministero si preoccupa che potrebbero morire di Covid-19, e dimenticanza di molti vecchi in case di riposo senza che, nemmeno i Dottori e personale Sanitario non avevano mascherine, guanti e altro? Per questo che occorre un sussulto di dignità dell'opposizione dimettersi in massa per dare dignità al

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