“Sì al Mes senza se e senza ma”. La lezione di economia di Marattin non piace al M5s

Il deputato di Italia viva spiega quanto risparmierebbe l'Italia di interessi se ricorresse al Fondo Salva Stati piuttosto che indebitarsi da sola. Ma i grillini non ci stanno: “È uno strumento inadeguato”

Essendo abituato a far di conto, lui che è stato responsabile economico per Matteo Renzi a Palazzo Chigi, appena l'Eurogruppo ha emesso il suo verdetto, Luigi Marattin s'è subito messo di buzzo buono a capire quanto potrebbe risparmiare in interessi l'Italia se decidesse di ricorrere al Mes piuttosto che indebitarsi da sola. E se la retorica sovranista descrive il Fondo salva stati come “una trappola per topi” (cit. Giorgia Meloni), Marattin spiega, con pochi e semplici calcolo, che così non è: il risparmio per interessi, infatti, ammonterebbe a 7 miliardi di euro. “Cioè soldi che non avremmo, se non usassimo il Mes e decidessimo di indebitarci da soli”. Riassunto con uno slogan: “Sì al Mes senza se e senza ma”.

 

E mentre anche il Pd con il viceministro all'Economia, Antonio Misiani, esulta per l'intesa raggiunta dall'Eurogruppo. 

 

 

Il Movimento 5 Stelle non ci sta. “Le misure fin qui prospettate in sede europea risultano ancora insufficienti rispetto alle reali necessità legate a questa emergenza - si legge in una nota -. Per questo è necessario compiere uno sforzo straordinario rispetto al Recovery Fund, l'unico strumento in grado di affrontare seriamente questa emergenza e il maggior debito legato a questa emergenza deve essere scorporato dai calcoli futuri dei parametri sul debito”. Una posizione rilanciata anche dal premier Giuseppe Conte che, ancora una volta, si trova in mezzo al guado.

 

“Non possiamo esultare per i risultati dell'Eurogruppo di oggi sul Mes - prosegue la nota del Movimento -: sebbene debolmente migliorato, resta uno strumento inadeguato per rispondere all'emergenza che stiamo attraversando, sia per la quantità di risorse che può mettere in campo, sia perché continua a essere insidioso nelle potenziali condizionalità future, sulle quali non sono stati ancora fugati tutti i dubbi. Attivazione del Mes? Il nostro Paese ha dimostrato la capacità di reagire e di trovare soluzioni alternative. Annunciare che l'Italia userà il Mes è una fuga in avanti che non condividiamo. Anche altri paesi, ad esempio hanno dichiarato che non accederanno al Mes. Approfondiremo ovviamente nei dettagli la proposta emersa dall'Eurogruppo, che, lo ricordiamo, andrà ora sottoposta al vaglio del prossimo vertice dei capi di stato o di governo degli Stati membri dell'eurozona. Sarà solo in quella sede che verranno assunte le decisioni definitive”. 

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