La Lega chiede al Senato di processare Salvini

La Giunta per le Immunità si esprime a favore dell'autorizzazione a procedere per il caso Gregoretti. Pd e M5s disertano la riunione

Il paradosso perfetto sul caso Gregoretti è compiuto: alla fine è stata proprio la Lega a chiedere il processo per il suo leader, Matteo Salvini, accusato di avere sequestrato 131 migranti a bordo della nave della Guardia costiera Gregoretti. Anzi, solo la Lega. Perché la maggioranza rossogialla non ha partecipato alla riunione della Giunta per le immunità. “Il voto di oggi è illegittimo – ha detto il capogruppo al Senato del Pd, Andrea Marcucci – perché va contro quanto deciso dalla Conferenza dei capigruppo”. Una spiegazione cavillosa che probabilmente non convincerà l'elettore medio del Partito democratico. Non fosse altro perché, da quando è iniziata questa vicenda, il Pd si è sempre espresso a favore del processo a Salvini. Perché tirarsi indietro proprio oggi? L'unica risposta possibile è che Pd e M5s abbiano voluto evitare di fare “un regalo” al leader della Lega in vista delle elezioni regionali di domenica prossima.

  

E così lui ha deciso di farselo da solo: e ora utilizzerà questi ultimi giorni di campagna elettorale per presentarsi agli elettori come una vittima di una persecuzione giudiziaria. Per la verità ha già iniziato citando, in un comizio a Comacchio: Giovannino Guareschi: “Guareschi diceva che ci sono momenti in cui per arrivare alla libertà bisogna passare dalla prigione. Siamo pronti, sono pronto”. E aggiungendo poi, giusto per non farsi mancare niente, anche pizzico di Silvio Pellico: “Scriverò 'Le mie prigioni', faccio un nuovo format televisivo”.

 

Chissà se gli elettori gli crederanno. Dopotutto il risultato finale del voto in Giunta è stato di 5 a 5 (che equivale a un No alla mozione presentata dal relatore Maurizio Gasparri, che si opponeva al procedimento contro Salvini): contro l'autorizzazione a procedere i quattro forzisti e il membro di Fratelli d'Italia. Tutti leghisti, invece, i voti favorevoli, che hanno seguito le indicazioni arrivate ieri dal loro segretario. A decidere alla fine sarà comunque il Senato, al voto il mese prossimo quando, paradosso nel paradosso, la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati sarà chiamata a nominare un relatore leghista che dovrà chiedere il processo per il suo segretario.

  

 

Intanto, con un tempismo perfetto, degno di una campagna di marketing studiata a tavolino, alle 17 è andato online il sito www.digiunopersalvini.it, che raccoglie le adesioni di tutti coloro che ritengono Salvini un perseguitato, colpevole di “avere difeso la patria”. Insomma tutto come da copione. Salvini è riuscito a ottenere il massimo proprio con la collaborazione di Pd e M5s, che dopo avere aspettato per mesi l'occasione per combatterlo, alla fine hanno deciso di scappare dal campo di battaglia per paura di perdere. Se non è un autogol ci assomiglia molto.

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