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Leggete il manifesto delle Sardine e poi lasciateli in pace

Quella del movimento è un’adunata antiretorica piena di stile, un movimento da preservare

22 Novembre 2019 alle 06:00

Leggete il manifesto delle Sardine e poi lasciateli in pace

Foto LaPresse

Insomma, questo ha dell’incredibile. Ci pensi Renzi, che mostra già di aver fame di sardine come un antipasto dell’antipasto, che fretta. Non è un po’ presto per lo sbocco politico tradizionale? Non è un po’ tanto chiedere? Ci pensi Calenda, che fonda un partito per difendere idee e pratiche eccellenti, ma subito definisce il suo spazio come litigiosità e rivalsa contro la vecchia combriccola renziana di cui fece onorevolmente parte. Ci pensino un po’ tutti quelli che fanno politica di...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • In77rn

    23 Novembre 2019 - 00:51

    Tutto bene, tutto bello, tutti tutti bravi per carità. Ma poi attaccano a cantare Bella Ciao e allora anche no, per favore: è dalla prima liceo che iniziano bei discorsi, sembrano equilibrati, intelligenti, concreti... e poi si mettono a cantare con gli occhi lucidi Bella Ciao.... già visti e mai digeriti, possiamo farne a meno di beatificarli sta volta?

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    22 Novembre 2019 - 19:08

    Le sardine, prima mossa ufficiale, hanno fatto registrare in Europa il loro logo, il loro marchio politico: dieci sardine appese ad una nuvola. Lasciamoli in pace. Ok. Hanno già iniziato e rovinarsi per conto loro. Il sonno della ragione continua. Prima o poi si voterà. A meno che non si passi alla DemDir o non s'arrivi alla dittatura delle sardine. Ma ci rendiamo conto?

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  • luigi.desa

    22 Novembre 2019 - 18:32

    Eppure mi molge vaghezza che qualcuno dei co-lettori che scrive al giornale è stato uno dei compagni che sbagliavano.In fondo da quamdo Charlie Marx scrisse il suo famoso Manifesto i sinistri hanno assimilato nella loro dottrina il precetto cristiano/cattolico ( ninzò) che abbasta pentirsi per mondarsi l'anima . Super-paraculi i cristiani e i loro simmetrici sinistri. Evviva è una cuccagna ,e mi sovviene il detto Franza o Spagna basta che se magna .Anche lo spirito ha bisogno di alimentarsi per sopravvivere aggrappato ad una ideologia o a una ideuzza pret-a-porter ,oserei dire di mio pensiero un pò casareccio e angusto. Ubi minor maior cessat .Mi prostro agli illuminati in spe.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    22 Novembre 2019 - 18:09

    Ferrara (Giuliano): “Leggete il manifesto delle Sardine e poi lasciateli in pace”. Ok. Ben venga, finalmente, una “adunata antiretorica piena di stile”. Che però, siccome leggere fa bene anche a loro, perché non proporre alle Sardine, prima della prossima adunata, il “Manifesto di Ventotene”? (si, quello che eccita i politici  di cervello, mica quei bifolchi di sovranisti pancia e muscoli): “Il popolo ha sì alcuni bisogni fondamentali da soddisfare, ma non sa con precisione cosa volere e cosa fare [..] La metodologia politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria [...] attinge la visione e la sicurezza di quel che va fatto non da una preventiva consacrazione da parte della ancora inesistente volontà popolare, ma nella sua coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna […]. Attraverso questa dittatura del partito rivoluzionario si forma il nuovo stato e attorno a esso la nuova democrazia”. Ed adesso adunatevi pure in pace, Sardine.

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