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Evviva il Risorgimento del sindacato in politica

Sorprese dell’estate. Il segretario della Cgil Maurizio Landini è in vacanza a Gabicce Mare e da lì rilascia interviste: senza megafono, realiste e intelligenti su tutto

18 Agosto 2019 alle 06:00

Evviva il Risorgimento del sindacato in politica

Il segretario della Cgil, Maurizio Landini (foto LaPresse)

In attesa che Calenda, esperto di politica, ma industriale, fondi un altro paio di partiti, accontentiamoci delle vere sorprese italiane dell’estate. Che il Truce si rivelasse anche un guappo di cartone, bene benissimo. Ma che la Guardia Costiera insista, da corpo del mare, sulla sua disponibilità a accogliere la Open Arms, ecco una vera gioia. “Gente di mare”, la serie della Palomar fortunata, è una di quelle che non ho seguito, ma che vorrei rivedere, verso la quale ho un sottile senso di colpa, visto che popolarizzò i doveri del mare. E che un carabiniere che ci rappresenta tutti inviti gli scugnizzi di Castel Volturno a prendere bene la mira con i gavettoni, tirando sul ministro e non sui militi, che delizia. Poi c’è Landini, e la cosa si fa seria alquanto. Ricordiamo tutti che per bucare lo schermo, per affiancare gli ebeti anticasta, per anni Landini ha fatto il furbo in tv: partiva piano, con la bella t-shirt bianca opacizzata tutta in vista, e poi grado a grado si scagliava contro ricchi e evasori fiscali (che a me stanno parecchio antipatici) a voce altissima, megafonata. Era il suo modo parecchio facilone di difendere gli interessi dei metalmeccanici e di prendersi la segreteria confederale della Cgil. Fatto.

 

Ora Landini è un tipo che ragiona. Se ne sta a Gabicce Mare, che è meglio di Milano Marittima anche se non arriva al livello fantastico e mass-chic di Porto San Giorgio, e di lì rilascia interviste piene di possibile politico, censorie verso il demagogo sgonfio del partito del pil, realiste e intelligenti su tutto, senza megafono, ma con una vena di ragionevolezza e di allarme civile di buonissima caratura. Se aggiungiamo l’offerta sua reiterata di una nuova fase di unità sindacale, e pensiamo al generoso Bentivogli, anche lui un ragionatore e un riformatore, ecco una nuova prospettiva di movimento, che non sarà massiccia come il nuovo partito di Calenda, ma rassicura. La trasformazione di Maurizio Landini in essere umano pensante è il segno di un’estate che non fu spesa invano, nonostante le turbolenze inessenziali della piccola politica trucibalda.

 

I sindacati hanno perso potere e prestigio, d’accordo. Ma restano come movimento e istituzione un ricordo non spiacevole delle repubbliche d’antan, quando magari si facevano debiti in eccesso, riforme costose e inefficaci, e si difendevano corporativismi spacciati per tutele sociali, e giustamente si rubacchiava per il partito e per la suocera, ma l’effetto governo era visibile in tanti altri campi, e il linguaggio era da scuola secondaria, se non proprio da alta istruzione universitaria. Noi nostalgici amanti dei partiti e delle culture politiche estranee all’asilo infantile d’oggi salutiamo con cordiale simpatia la risorgenza, anzi il Risorgimento, del soggetto politico sindacale compos sui. Intanto eliminerei l’incompatibilità fra sindacato e Parlamento. Mi piacerebbe che le Camere siano invase da sindacalisti di qualità della Cgil, della Fim, della Cisl eccetera. Con certi sindaci, non quelli indicati da Goffredo Bettini, insomma non le concubine reali thailandesi, si ricostituirebbe un nucleo, che non è necessariamente la sinistra, di cui non si sente il bisogno impellente, ma è il partito delle persone serie, della società civile non impudente e girotondina. Gente che ha lavorato e lavora, che sa far di conto, e che alla fine, quando passi l’infatuazione per un articolo dello Statuto di Giacomo Brodolini del 1969, potrebbe mettersi a ragionare utilmente sui nuovi lavori, sulla politica industriale (anche in assonanza con la buona carriera di ministro di Calenda, ora capopartito), sulla sociologia della crisi.

Si fa tanta demagogia sulla necessità di ripartire dagli ultimi, che furono scordati, i forgotten men, in realtà si ha un gran bisogno di ripartire dai primi della classe. Anche del sindacalismo non straccione.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • 17FG67

    19 Agosto 2019 - 15:53

    Il Landini sindacalista è una persona che ragiona e discute sul merito delle questioni. Una risorsa preziosa per i lavoratori e per il paese. Poi ogni tanto spunta fuori il fratello gemello o sosia che fa il politico, che sadicamente sega il ramo dove il sindacalista tenta di costruire qualcosa. Se fratello sindacalista chiude a chiave il politico per i prossimi 10 anni, farà un servizio prezioso per tutti.

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  • luigi.desa

    19 Agosto 2019 - 11:15

    Landini ha detto che facendo il saldatore d'inverno moriva di freddo.Io per prepararmi ad un certo tipo di lavoro da giovine imparai sia la saldatura osssiacetilenica che elelettrica ,ebbene credo che Landini poverino faceva il saldatore d'inverno in mutande.E poi il solito sospetto Landini è un communistone e Ferrara pur ex appartiene al famoso gruppo di famiglia e può avere legittimamente nostalgie o sentire a volte il richiamo della foresta .Un caro saluto al nostro Fondatore.luigidesantis

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    • gheron

      19 Agosto 2019 - 17:53

      Buona parte della mia vita, io turnista in uno stabilimento siderurgico. Non mi è capitato mai di vedere un sindacalista svolgere le mansioni relative alla propria figura professionale. Fino al 1995. Quando lo stabilimento dai "Nostri" passò ai Riva.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    18 Agosto 2019 - 16:22

    La pace di Aquisgrana, Cosa c’entra? C’entra, c’entra: “Cuius regio, eius religio” Attualmente è sul trono il Re incoronato per volontà del Politicamente Corretto. Entità molto più potente, edificante, virtuoso e molto più ipocrita della formuletta “per Grazia di Dio e della volontà della Nazione” PolCor, oremus.

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  • dongivu

    18 Agosto 2019 - 08:40

    Il grande Ferrara sogna, proprio lui maestro osservatore della realtà. La salvezza dal sindacato? Nulla è impossibile a...Ma un Landini ragionatore..suvvia.

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