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Gli ultimi sussulti di Forza Italia, Toti lascia il partito

Il governatore della Liguria escluso dalla Coordinamento di presidenza: “La classe dirigente ha deciso di uccidere ogni speranza”. E Carfagna rinuncia all'incarico

1 Agosto 2019 alle 18:36

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La rottura era prevista e annunciata. il governatore della Liguria Giovanni Toti lascia Forza Italia dopo che Silvio Berlusconi lo ha escluso dal Coordinamento di presidenza del partito. Un Coordinamento costituito dalla senatrice Annamaria Bernini, dalla vicepresidente della Camera dei deputati Mara Carfagna, da Mariastella Gelmini, Sestino Giacomoni e dal vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani. 

  

  

Per Toti c'è poco da aggiungere. “Avevo creduto che davvero fosse possibile cambiare, che davvero Forza Italia potesse rinascere da se stessa - ha scritto subito dopo su Facebook -. Pur di far finta di continuare a vivere e baloccarsi con le proprie poltrone, la classe dirigente ha deciso di uccidere ogni speranza. La paura, la nostalgia hanno il sapore amaro di chi ha deciso di privare tanta gente di una rappresentanza politica. Ma tutto questo è il vecchio”.

E ai giornalisti che lo interrogano all'uscita dalla sede di FI in via San Lorenzo in Lucina, ribadisce: “Non si ha intenzione di cambiare alcunché, dunque, credo che questa avventura, cominciata il 19 di giugno per provare a cambiare qualcosa, onestamente finisca qua. Buona fortuna a tutti...”.

  

Poco dopo anche Mara Carfagna, con una formula meno netta, rinuncia all'incarico e apre un altro fronte di crisi: “Apprendo dalla stampa di un superamento delle decisioni assunte dal presidente Berlusconi il 19 giugno innanzi ai gruppi parlamentari di Forza Italia e dell'insediamento di un Coordinamento di presidenza”.

"Coordinamento - precisa - del quale nessuno mi ha chiesto di far parte e di cui, chiarisce, non intendo far parte. È una scelta in direzione esattamente contraria alle intenzioni che mi ha manifestato Berlusconi. Credo che questo sia il modo migliore per uccidere Forza Italia e io non farò parte del comitato di liquidazione”.

Francesco Cocco

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Commenti all'articolo

  • carlo.trinchi

    02 Agosto 2019 - 09:09

    Prima li crea poi se li magna. Solo uno deve rimanere. Infatti non c’è più nessuno.

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  • giantrombetta

    02 Agosto 2019 - 09:09

    Caos al governo, caos nell’opposizione. La parabola della cosiddetta rivoluzione di Mani Pulite e’ approdata al traguardo. Spazzati i partiti si e’ tolta dai piedi finalmente anche la politica. I consensi ovvero i voti si raccolgono con le emozioni e le suggestioni. Che ahime, come dovrebbe essere noto, durano lo spazio di un mattino. E a volte pure meno. Chi e come governerà il caos resta un mistero. Almeno per quelli della mia generazione. Oddio, e chiamala, se vuoi, volatilita’...

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    01 Agosto 2019 - 23:11

    Al direttore - L'ho già scritto. Nel 1994 votai il Cav attirato, affascinato dal suo folle, anacronistico, impossibile progetto: trasformare lo stato in senso liberale. Non ho mai pensato fosse progetto realizzabile. Ma continuai a votarlo. Secoli di storia italica, comuni, signorie, principati, ducati, stato della Chiesa, ecc. l'indole e costumi degli italiani, così ben inquadrati da Leopardi nel suo "Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani" 1824, erano e sono ancora macigni irremovibili. La riprova? Nessuna riforma strutturale che incidesse, anche il parte, sullo status quo, è passata. La riforma costituzionale del Cav bocciata dal "popolo", quella di Renzi, pure. Notare: gli anni passano, le mamme invecchiano, ma la stirpe degli immobilisti, ubiquitaria e trasversale, non passa mai. Auguri sinceri al Cav. Comunque finisca.

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  • albertoxmura

    01 Agosto 2019 - 21:09

    Ma chi è questo Toti? E a che titolo pretende di comandare lui o di fare primarie farlocche inquinate dai leghisti e dai Fratelli d'Italia per favorire la sua elezione e l'annessione della parte liberale di FI al sovranismo Salvini-Meloni? L'idea di Berlusconi è buona e segue le considerazioni che qualche giorno fa Angelo Panebianco ha svolto nella sua lucida intervista al Foglio. Il resto è politica politicante e meschine ambizioni personali.

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