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La contendibilità di Forza Italia è una boiata pazzesca

Lo conosco bene, il Cav. Portargli via il partito è un progetto demenziale, visto che non esiste, c’è sempre stato solo Lui. Non ha successori e poi no: non si gioca con i sentimenti. Piccola storia personale

4 Agosto 2019 alle 06:20

La contendibilità di Forza Italia è una boiata pazzesca

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Lasciatevelo dire da me, dal malandrino, dal malandro: la contendibilità di Forza Italia è sempre stata un concetto grottesco. E’ come chiedergli la moglie, la fidanzata o il patrimonio, aziende e amici cari, per di più senza contropartita. Mi innamorai di lui quando la Rai di Biagio Agnes già mi pagava come un calciatore perché ero grasso, barbuto, spontaneo, strano e facevo ascolti bestiali da idolo dei bambini e delle famiglie.    Mi convocò in via dell’Anima, lui seduceva e...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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Commenti all'articolo

  • gpcanz

    05 Agosto 2019 - 14:02

    Il problema è proprio questo. L’ultima e suprema impresa dei grandi leader è trovare il loro successore. In questo Berlusconi non ha fallito, non ci ha mai neanche davvero provato.

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  • robycarletti

    robycarletti

    04 Agosto 2019 - 19:07

    Chi meglio di lei conosce il Cav ed ha ragione non può esistere un altro leader per forza italia perché forza italia senza il Cav e un guscio vuoto

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  • carlo.trinchi

    04 Agosto 2019 - 18:06

    Scoperta dell’acqua calda. Infatti finirà solo, con un movimento da numeri zero virgola, mai un partito in cui avevamo creduto come cosa seria. Invece era un suo giocattolo per farlo continuare ad esistere. Agli storici la sentenza. A noi, cioè a lui, il solo merito di aver invertito la tendenza bloccando Occhetto sulla soglia di Palazzo Chigi. Quelli si che sarebbero stati cazzi amari. Per il resto, di ciò che poteva fare, a conti fatti, è stato una delusione. Scendere dal predellino al 7% o meno cosa si vuole che sia se non una fine ingloriosa, una discesa dalle stelle del quasi 40% al fine delle trasmissioni? I ricordi del direttore sono belli, forse gagliardi ma nulla se poi non lasciano traccia e tutto si riduce o riconduce ad un truce da spiaggia e ad un comico con quattro marionette che si prendono a bastonate in testa come nei teatrini di paese.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    04 Agosto 2019 - 16:04

    Caro Ferrara - Mi sono chiesto più volte se fosse un intrinseco impedimento caratteriale o fosse voluta scelta. La continuità delle aziende e attività imprenditoriali che ha creato è sempre stata ben curata e realizzata con Paolo e Marina. Ha superato anche l’affaire Veronica innescato dalla lettera assassina dalla stessa, inviata a Rep. Forse erro, ma riguardo alle sue creature politiche, FI e PdL, sembra aver seguito: “Après moi, le deluge”. Sempre lottando gagliardamente e rialzandosi mai domo, senza risparmiarsi. Però il dubbio che fosse mosso più dal “moi politique” che da un progetto di continuità, sgorga spontaneo. Lei sintetizza: “Le sue creature politiche erano Lui stesso” Concordo. Ne deriva l’implacabilità del: simul stant, simul cadent. Un grande unico vir, degno di rispetto e che comunque passerà alla Storia.

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