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La cosa verde punta su Schlein e si misurerà già in Emilia Romagna

L’idea di un centrosinistra largo con apporti “verdi” e “civici” fa presa. E sottotraccia c'è l’idea di testare una “lista verde” accanto al Pd alle prossime regionali, per superare il paradosso delle “piazze piene e sezioni vuote”

Marianna Rizzini

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rizzini@ilfoglio.it

30 Luglio 2019 alle 06:00

La cosa verde punta su Schlein e si misurerà già in Emilia Romagna

Elly Schlein (LaPresse)

Roma. La suggestione della “cosa verde”, un partito (o forza che dir si voglia) ambientalista, suffragata anche dalle parole di Walter Veltroni domenica scorsa, nell’intervista su Repubblica: (“mi auguro nascano forze ecologiste… e un nuovo partito verde non potrebbe che stare nel centrosinistra”, ha detto il fondatore del Pd ed ex sindaco di Roma). E poi l’impressione che manchi ancora qualcosa – o qualcuno, alla realizzazione del progetto. Anche se sottotraccia, dicono nel Pd, corre l’idea di testare una “lista verde” accanto al Partito democratico alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna, puntando magari sull’azione della giovane attivista per l’ambiente ed ex europarlamentare civatiana Elly Schlein – che ieri, sempre su Repubblica, così analizzava il fenomeno delle “piazze piene e sezioni vuote” in area ambientalista: “Viviamo un paradosso”, diceva Schlein, “le piazze del Friday for Future sono piene, ma quelle dei partiti vuote. Il successo dei Verdi in molti paesi europei si spiega con il fatto che non si sono appiattiti su una visione monotematica, ma hanno espresso un disegno complessivo della società, capace di tenere insieme la questione sociale e quella ambientale”. Come dire: i verdi europei parlano di ambiente ma anche di diritti civili, corruzione, diseguaglianze, lavoro.

  

Che siano o no maturi i tempi in Italia, il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini (che alle prossime regionali correrà per un secondo mandato), interpellato in proposito, pur smentendo la presenza già sul campo di una piccola “cosa verde” emiliana, dice che “sarebbe utile una forza di ispirazione ambientalista all’interno di un centrosinistra largo che permetta all’Emilia Romagna di competere ad alti livelli, con la crescita sostenibile al centro dell’attenzione”. D’altronde nel Patto per il Lavoro sottoscritto in Emilia, fa notare Bonaccini, c’era già una forte attenzione alla sostenibilità. E l’idea di un centrosinistra largo con apporti “verdi” e “civici”, nella regione, fa presa anche dalle parti del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, ex Cinque stelle poi fondatore di Italia in Comune.

 

  

Intanto, in campo ambientalista, non soltanto Schlein viene vista come possibile figura di aggregazione: sul fronte “diritti ed ecologia” è infatti molto attiva anche la deputata di LeU Rossella Muroni, ex presidente di Legambiente, già esperta nella gestione post-terremoti. Muroni è la parlamentare anche nota per aver fermato, l’inverno scorso, uno dei pullman su cui, in linea con il decreto sicurezza voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, dovevano salire i migranti ospitati nel Cara di Castelnuovo di Porto e destinati ad altri luoghi. E ieri Muroni, su Twitter, annunciando un incontro sul tema ambiente in quel di Lecce, scriveva parole che sembravano quasi un manifesto: “La crisi climatica è la sfida del nostro tempo, va affrontata con politiche di mitigazione e adattamento al Climate Change e attraverso la conversione ecologica di società ed economia”.

  

Schlein, invece, nata a Lugano da madre italiana e padre americano, ha alle spalle una lunga gavetta politica, iniziata ai tempi della sfida americana tra Barack Obama e John Mc Cain: Elly parte infatti nel 2008 per Chicago, da volontaria obamiana. Inizialmente nel Pd, lascia poi il partito insieme a Pippo Civati e ad altri futuri membri di “Possibile”. Quando non fa politica scrive di cinema, e si occupa in prima linea di ambiente. Ma non da oggi (nel 2018, intervistata da Micromega, già parlava di “nuovo fronte progressista ed ecologista” al grido di “la politica può mettersi con umiltà all’ascolto e a disposizione di quel che già si muove nella società”).

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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