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Senza interessi da difendere i nuovi partitini non serviranno a nulla

Un partito verde e uno riformista di centro? Tutto ciò che smuove l’immobilismo del contratto gialloverde è un progresso, ma non si vede il fuoco nella pancia di queste organizzazioni di là da venire

Giuliano Ferrara

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ferrara@ilfoglio.it

30 Luglio 2019 alle 06:00

Senza interessi da difendere i nuovi partitini non serviranno a nulla

Carbon Molecules Large Abstract (dett.), Susan Wooler (foto via Saatchi Art)

Walter Veltroni dice a Rep. che ci vorrebbe un partito Verde, ecologista, parte del centro-sinistra, vedremo poi se con o senza il trattino, al posto di un microrganismo inchiodato al due per cento, com’è oggi. Angelo Panebianco ha detto ieri a Valerio Valentini, qui, che sarebbe auspicabile, mediante scissione di una componente moderata e antipopulista in Forza Italia e nel Pd, la formazione di un partito centrista. Le argomentazioni del politico e del politologo sono in certo senso inattaccabili, almeno...

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Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • giantrombetta

    31 Luglio 2019 - 09:09

    Partiti storici abrogati con “futile leggerezza”? Che espressione gentile, caro Giuliano. Da te non me la sarei mai aspettata. L’ironia si fa garbata nella stagione dell’argomentare truculento? A proposito della parabola politica del partito del Cav. forse sarebbe il caso ogni tanto di ricordare quanto in essa gli orfani del socialismo, craxiano e non. Non credi? A scorrere la lista dei ministri nonche’ persino dei capigruppo parlamentari della stagione berlusconiana il nome di ex dirigenti del defunto PSI compare spesso, e in posizioni di prima linea. E fu alleato del Cav. persino il Nuovo PSI del compianto Gianni De Michelis. Per non parlar di Stefania, in lite con il fratello Bobo. Poi sappiamo come e’ andata, con la consueta diaspora in stagione renziana ( Sacconi, Cicchitto ecc, tanto per non far nomi). Quanto all’attualita’, mi par di ricordare che il giovin Toti frequentasse la sede di Via del Corso quando fu illegittimamente perquisita dai carabinieri....

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    30 Luglio 2019 - 16:04

    Caro Ferrara – L’analisi dal punto di vista del Sein e del Mussen, ammesso possano avere interpretazione univoca, universale, configge da sempre con la prosaica, terra terra realtà del: “La botte dà il vino che ha” La nostra contiene un vino acre, acido, frutto del perenne prevalere degli interessi di parte e di fazione. Mai corretto, ingentilito, con quello del bene comune e dell’interesse generale. Ovvio che nel resto del pianeta non trionfi l’irenismo politico e sociale. Sed est modus in rebus atque temporibus. Ergo: vade retro partitini. Abbiamo pervicacemente operato perché i due grandi partiti, PCI e DC, ambedue sostanzialmente interclassisti oltre le apparenze, fossero spazzati via e liberato il campo ad una successione di "amalgami non riusciti" La paralizzante, conflittuale, frammentazione politica nostrana è caratteristica di un'immaturità politica diffusa. Non di "arricchimenti culturali" Ultima proposta inclusa.

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