Una crisi seria di persone non serie

Giuliano Ferrara

O si continua con nuove maschere di carnevale o si va a elezioni confuse in cui la Truceria sarà l’unico punto certo. Ma meglio una nuova battaglia in cui si registri il fallimento del nazionalpopulismo e del grillismo di un ignoto che danneggia tutti

Se fossero persone serie, la situazione sarebbe seria. Se il contesto non fosse teatrale e carnevalesco, non dovremmo prenderla come una mascherata. Il Truce dice che i grillozzi hanno tradito gli elettori e governano a Bruxelles con Renzi, Berlusconi, Merkel e Macron. Giggino gli risponde che lui si scalmana perché non sa come districarsi dallo scandalo dei fondi neri russi contrattati al Metropol e ha paura delle Camere e dell’opinione pubblica. Il Quirinale non ha scelte in caso di crisi di governo se non lo scioglimento delle Camere, e poi la capacità di scelta di Mattarella, che non è un vecchio fellone come Hindenburg ma nemmeno un cuor di leone, ve le raccomando. Se il Truce fosse confermato dagli elettori nella sua forza attuale di consenso, visto che è amaro constatarlo ma tutti gli elettori del Truce sarebbero anche volentierissimo elettori di Putin, e dunque l’eventuale compravendita della politica estera passa allegramente in cavalleria, il ludo finirebbe con l’atroce accoppiata di Palazzo Chigi e Viminale nelle stesse truci mani, e ne sortirebbe un esecutivo che con una mano accontenta il partito del pil e delle regioni, senza più remore grilline, e con l’altra continua a eccitare la marmaglia all’insegna dei porti chiusi, del cattivo influencer social, un esecutivo bimano come il famoso rovescio nel tennis. Aspettando la conferma di Trump, va da sé, che nel frattempo, dopo aver fatto scuola in materia di nazionalrazzismo, schiaccia i democratici americani sul socialismo esotico della Squad radicale femminile e afro (Send them back gridavano i trumpettieri giusto ieri): insomma si procederebbe imitandolo e schiacciando qui l’opposizione sull’umanitarismo e i valori Sea Watch, cose nobilissime ma oggi meno efficaci delle bandiere di popolo e nazione e sovranità protetta, chiusa.

 

Siccome tanto seri non sono, e il vento delle cattive passioni ha squilibrato i loro rapporti interni ma garantisce tuttavia una incredibilmente ampia maggioranza gialloverde, anche in ragione delle passioni e degli astratti furori di un’opposizione di sinistra che c’è e non c’è, e siccome le convenienze personali del Truce quarantenne e del piccolo trentenne buono a nulla e disposto a tutto, anche a votare lodevolmente la von der Leyen, parlano a favore di un potere di legislatura condiviso dai vice e mediato dalla pallida lobby di Palazzo Chigi capeggiata dal vice dei vice, può anche succedere che si ricontratti il contratto poi si vada avanti, passando o no per una crisi di governo formale. Tutto può succedere, e mentre il capo degli opportunisti di sempre, Massimo D’Alema, è già lì che trama per una maggioranza romana von der Leyen (Pd e grillozzi), l’alleanza dei difensori del sistema liberale e degli sventratori della scatola di tonno della democrazia liberale rappresentativa, avendo stavolta dalla sua un fatto politico che le obiezioni di principio non possono cancellare, nei fatti o si continua con accorgimenti e nuove maschere di carnevale oppure, fragilità dell’opportunismo, si va a elezioni confuse in cui la Truceria sarà l’unico punto certo. Comunque meglio una nuova battaglia in cui si registri, forse solo a futura memoria, il fallimento strategico del nazionalpopulismo e del grillismo antisistema, di questo tran tran che danneggia parecchio paese, nazione, popolo e Europa. Putin e Trump se la rideranno, ma se bloccati nel buio un passo verso l’ignoto è inevitabile.

  • Giuliano Ferrara Fondatore
  • "Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.