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Bravo Montanari!

Il bluff costituzionale di Lega e M5s. Il critico d’arte per una volta ci prende

5 Luglio 2019 alle 06:00

Bravo Montanari!

Tomaso Montanari (foto LaPresse)

Il critico d’arte Tomaso Montanari, che questo giornale ha avuto spesso modo di criticare, per una volta ne ha azzeccata una. E’ successo ieri, con un tweet del critico: “Un tempo il Movimento 5 stelle diceva di difendere la Costituzione. Oggi la calpesta e la disprezza. Gino Strada ha detto che l’alleanza nero-verde tiene insieme ‘fascisti e coglioni’. Io non riesco più a vedere la differenza”. Sul tema dei coglioni, non sappiamo, e lasciamo volentieri la discussione a Gino Strada e a Tomaso Montanari. Ma effettivamente, mentre il tema della differenza, della distanza, della contrapposizione tra gli alleati di governo occupa da mesi le prime pagine dei giornali, la questione capitale della concezione simmetrica della democrazia da parte dei due partiti di governo non è mai stata messa a fuoco con onestà (tà-tà). E Montanari, quando confessa di essersi sbagliato nel ritenere i grillini difensori della Costituzione, questa volta è più convincente del solito.

 

Montanari non ammetterà mai che aver combattuto la riforma costituzionale di Matteo Renzi ha aperto la strada a coloro che la Costituzione la vogliono saccheggiare prima ancora che cambiare. Il fondamento ideologico dei 5 stelle sta nella proposta di una democrazia diretta e “istantanea”, in cui la volontà popolare non si esprime attraverso la dialettica parlamentare, ma con l’espressione di opinioni su tutti i temi per via informatica, che diventano obbligatorie per i legislatori. In questo modo si dà il massimo spazio alla emotività e alle reazioni immediate, negando la funzione della riflessione e della mediazione che la Costituzione affida alle istituzioni elettive.

 

Specularmente, anche la tattica politica di Matteo Salvini, che punta sull’eccitazione e sullo spirito vendicativo o identitario immediato, ha radici simili e quindi conseguenze coincidenti. La Costituzione, che è basata su un sistema rappresentativo e prevede una serie complessa di contrappesi, è una gabbia o almeno è ritenuta tale da ambedue i contraenti del patto governativo. Questo diventa sempre più evidente, al punto che anche Montanari se ne è reso conto. Meglio tardi che mai.

Redazione

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Commenti all'articolo

  • luigi.desa

    05 Luglio 2019 - 12:12

    Dicono che Montanari fa /faccia bellissime lezioni come storico dell'arte ma la decenza non dovrebbe suggerirgli di restare nell'ambito della sua conoscenza?

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