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“Salvini e Di Maio litigano perché nessuno vuole assumersi la responsabilità dei danni fatti”

Il direttore Claudio Cerasa, ospite di Tagadà, commenta le tensioni all'interno dell'esecutivo: “La telefonata tra i due? Forse hanno sbagliato numero”

4 Giugno 2019 alle 16:00

Ospite di Tagadà su La7 il direttore Claudio Cerasa ha commentato l'attuale momento politico e le tensioni all'interno del governo. “La telefonata Salvini-Di Maio? Forse hanno sbagliato numero, forse è partita una telefonata su WhatsApp”. 

 

“Conte - ha proseguito - ha fatto il miracolo di mostrare in maniera chiara e in diretta alla nazione la debolezza del presidente del Consiglio. Perché quella che doveva essere una grande prova di forza si è dimostrata una grande prova di debolezza. Vi faccio un esempio: il presidente del Consiglio è come l'allenatore di una squadra di calcio. In questo caso, invece di esserci moltissimi giocatori in campo, ce ne sono solo due: Salvini e Di Maio. Da allenatore è come se Conte fosse andato davanti alle telecamere a dire: la mia squadra non funzione, non mi ascolta, non so che cosa fare voglio sapere se sta ancora con me. È una prova di debolezza incredibile perché queste cose si risolvono al telefono, in un incontro, o andando alle Camere. O, meglio ancora, se si fa un discorso alla nazione si comunica un pensiero, un ideale, una visione. Conte non riesce a capire fino in fondo che i due azionisti di maggioranza del governo litigano perché nessuno dei due vuole assumersi fino in fondo la responsabilità di quello che è stato fatto in questo anno”.

 

“Se mettiamo insieme Salvini e Di Maio in una foto vediamo due persone che sanno che insieme possono avere del potere da condividere e possono portare avanti alcuni progetti. Ma in questo momento vediamo due incompatibilità, non tra di loro, ma con la realtà. Perché in questo anno è vero che hanno litigato spesso tra di loro, ma è altrettanto vero che questo governo ha fatto tantissime leggi, tantissime riforme, che hanno però portato l'Italia verso una traiettoria di debolezza e fragilità. Quindi a prima vista i due sembrano essere incompatibili ma in realtà, se siamo arrivati a questo punto in cui si litiga su ogni cosa, una telefonata diventa una notizia, è perché l'Italia si trova in condizioni difficili e nessuno vuole assumersene le responsabilità”. 

“Io penso che il soggetto che manca in questo momento in Italia è un soggetto che un tempo si sarebbe definito centrista o moderato. Oggi potremmo definirlo all'opposizione della maggioranza e dell'opposizione. Un soggetto che possa rappresentare fino in fondo il partito del pil, il partito dell'Europa e della crescita”.   

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Commenti all'articolo

  • oliolà

    04 Giugno 2019 - 18:06

    Il soggetto che si potrebbe definire centrista o moderato, un tempo c'era; or non c'è più. Non voleva fare, allora, l'opposizione a una maggioranza che non c'era né, quindi, a una opposizione impossibile; voleva, più semplicemente, governare. E chi mai ce l'ha fatta? E bisognava cambiare la Costituzione, e la Magistratura, e la Burocrazia, e il Welfare; per non parlare della Scuola e della Società tutta. Tutte parole colla maiuscola. Aveva anche un nome: Patto del Nazareno. Invece del Patto è arrivato il Contratto. Per ora le carote si sprecano; a quando il bastone? Mi sento tutte le ossa indolenzite. Sarà il Tempo? Mah! Il Tempo è galantuomo.

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