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CasaPound è un pezzo di establishment a Viterbo e provincia

La vicenda dello stupro e il coinvolgimento di un consigliere comunale precipitano su una specie di “laboratorio” politico

30 Aprile 2019 alle 08:55

CasaPound è un pezzo di establishment a Viterbo e provincia

Una bandiera col simbolo di CasaPound (foto LaPresse)

Roma. “Difendila! Potrebbe essere tua madre, tua moglie, tua sorella, tua figlia”. Sotto la scritta, un’immagine di un soldato nero che violenta una giovane donna bianca. A postare sulla sua pagina Facebook l’immagine della propaganda del Ventennio Francesco Chiricozzi, giovanissimo consigliere di CasaPound a Vallerano, paese di poco più di 2 mila abitanti a 18 chilometri da Viterbo. Ieri il ragazzo è stato arrestato. L’accusa: violenza sessuale.

 

Nel piccolo borgo di Vallerano CasaPound ha preso alle scorse elezioni il 22 per cento. Trecento voti per tre consiglieri comunali eletti. Oltre a Chiricozzi altri due giovani: Pierpaolo Armenti e Jacopo Polidori (anche lui condannato a febbraio a due anni per aver picchiato un ragazzo). Un record per la formazione di estrema destra. Ma non deve stupire. Se Roma è la casa delle tartarughe fasciste, Viterbo è almeno la dépendance. Qui nel 2012 Gianluca Iannone, fondatore di CasaPound, venne a tirare il suo “schiaffo futurista” – un pugno in un occhio – a Filippo Rossi, intellettuale di destra e fondatore del Festival culturale “Caffeina”, colpevole di tradimento per aver criticato via social l’estremismo di destra. Su questa vicenda è ancora in corso un processo. E sempre nella Tuscia, a Sutri, alcuni mesi fa alcuni esponenti di CasaPound cercarono di impedire al sindaco, Vittorio Sgarbi, di insignire della cittadinanza onoraria il primo cittadino di Riace Mimmo Lucano.

 

Nel 2015 diversi arresti hanno smantellato il gruppo storico del partito a Viterbo. Ervin Di Maulo, Diego Gaglini (candidato sindaco nel 2013), Edoardo Fanti e Jacopo Magnani, i capi, furono condannati per lesioni gravi con pene da tre a cinque anni per una violentissima spedizione punitiva nei confronti dei tifosi dell’Ardita San Paolo nello stadio di Magliano Romano. Un gruppo di trentenni organizzato e capace, grazie al forte radicamento nelle scuole del Blocco studentesco, la giovanile di CasaPound, di reclutare negli istituti tecnici della città tanti giovani di Viterbo e dei paesi limitrofi come Vallerano. Offrendo loro un immaginario e un’ideologia affascinanti. Anche l’ambiente sociale si presta a questa operazione di proselitismo. Chi conosce la zona racconta che Vallerano fu storicamente un comune rosso. L’ultimo sindaco pre-fascista era un socialista e dopo la guerra i comunisti furono quasi sempre in maggioranza. Senso della militanza e capacità organizzativa che però con il nuovo millennio hanno cambiato ideologia e hanno permesso a CasaPound di prosperare in paese.

 

E ci sono anche comuni più popolosi a seguire un percorso simile. A Civita Castellana, la “Stalingrado della Tuscia”, una delle città italiane che insorse dopo l’attentato a Togliatti, dove si vota il prossimo 26 maggio, CasaPound ha preso alle scorse elezioni il 10 per cento. E ora, con una lista civica, candida i suoi uomini insieme a Lega e FdI. Uno scenario già paventato a Viterbo lo scorso anno.

Tutto comunque nasce proprio nel capoluogo della Tuscia alcuni anni fa. Qui fino alla metà degli anni 90 a esprimere il sindaco Dc erano le famiglie notabili. Poi con l’elezione diretta del primo cittadino le cose cambiarono. A vincere furono uno dopo l’altro i sindaci della destra di An. Prima Marcello Meroi, dal ’95 al ’99. Poi, per due mandati dal ’99 al 2008, Giancarlo Gabbianelli. Vero leader della destra viterbese. Con lo scioglimento di An chi lo sosteneva ha preso strade diverse. Molti hanno aderito a Fratelli d’Italia. Altri hanno scelto una via più estrema, quella di CasaPound. In questa zona insomma, la vecchia destra sociale è meno divisa che altrove. E le sfumature si notano di meno. Il figlio di un altro sindaco, Giulio Marini, poi parlamentare di Forza Italia oggi è uno dei giovani militanti di CasaPound.

Gianluca De Rosa

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