Gli stupri degli stranieri e quelli degli italiani

Antonio Gurrado

Uno dei militanti di CasaPound arrestati a Viterbo con l'accusa di aver violentato una 36enne, postava manifesti fascisti in difesa della donna bianca insidiata da lubrici africani immaginari

Uno dei signori di CasaPound arrestati per stupro non solo postava manifesti fascisti in difesa della donna bianca insidiata da lubrici africani immaginari; argomentava altresì che “secondo le statistiche nazionali l’8 per cento della Nazione, ovvero gli stranieri, commette il 42 per cento dei reati sessuali. Perciò, seguendo una linea logica, lo straniero stupra, violenta di più rispetto a un italiano”. La balzana logica delle percentuali di violenza risente della moda di utilizzare numeri a capocchia pur di puntellare preconcetti, trasformando ogni sillogismo in un gioco delle tre carte. Dietro la cortina del calcolo combinatorio si nasconde però l’inammissibilità di tale stratagemma. Si fonda infatti sull’entità fittizia dello straniero in generale che, oltre a essere sovrastimata (l’8 per cento?), non può essere applicata allo stupro, atto frutto di una scelta morale individuale la cui responsabilità non può essere spalmata statisticamente. Ce lo conferma il ragionamento inverso. Secondo le sue fonti, il 92 per cento della popolazione compie il restante 58 per cento delle violenze, ergo l’italiano in generale è responsabile di circa la metà degli stupri indipendentemente da chi li compia: quindi, seguendo una linea logica, se hanno arrestato lui devo essere un po’ colpevole anch’io. E invece.   

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